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UNIVERSITA'/ Fantoni (Anvur): colpiamo baronìe e gruppi di potere

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Giovani laureati a Venezia (infoPhoto)  Giovani laureati a Venezia (infoPhoto)

L’Anvur non ha il poter di chiudere nessuna università, né desidera farlo. Il suo compito, attraverso la valutazione è quello di  aiutare il sistema universitario a migliorare la sua efficienza e la sua capacità formativa della futura classe dirigente del Paese. I 450 valutatori divisi in gruppi a seconda delle discipline, che si avvalgono di più di 10.000 referees (arbitri/esperti) esterni quasi tutti internazionali, questo vogliono fare.

Come funziona?

Abbiamo a chiesto a tutti i docenti di mandarci i loro tre lavori migliori nel periodo di valutazione 2004/2011. I lavori vengono giudicati in parte sulla base delle citazioni ottenute, e in parte con il giudizio dei referenti esterni. C’è un precedente, la valutazione svolta dal Civr sulla produzione scientifica nel periodo 2000/2003, ora stiamo cercando di riempire il vuoto creatosi in questi anni. Dovremmo finire entro la metà del prossimo anno.

Le polemiche al riguardo su cosa si sono concentrate?

Il criterio di premiare il merito in linea generale è passato, ovviamente il corporativismo che contraddistingue noi docenti universitari ha generato sospetti sulla nomina dei 450 esperti della valutazione. Era messo nel conto.

Il mondo umanistico si trova stretto in questi criteri più numerici che qualitativi.

Ribadisco che non sono solo numerici. Ma è vero che c’è grande differenza tra “scientifici” e “umanisti”. Per le discipline umanistiche la valutazione viene svolta con il metodo della peer review, la valutazione tra pari. I GEV hanno predisposto un ranking delle riviste ma anche questo è solo un indicatore, la vera valutazione è la revisione tra pari. Il risultato è una peer review “guidata”, come si fa anche all’estero, ai referees offriamo una valutazione della qualità delle riviste che possono avvalersi del titolo di “scientifica”, il punteggio assegnato all’articolo pubblicato dipenderà però dal loro giudizio.

Il secondo problema di cui vi occupate all’Anvur è l’accesso all’università.

Non si fanno concorsi da anni. I concorsi sono e restano a livello locale, banditi dalla singola università. Quello di cui si discute adesso è l’impropriamente detto “concorso” (perché non vengono paragonate le persone fra di loro per sceglierne un tot, ma viene rilasciato un attestato di idoneità) nazionale per l’abilitazione, per stabilire cioè chi abbia i titoli per concorrere a un posto di docente universitario. Il problema ha due corni: stabilire i criteri che rendono un ordinario idoneo a sedere tra i commissari esaminatori e quelli in base ai quali la commissione valuterà chi ha fatto domanda di abilitazione.

Qui nascono i guai.

 



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COMMENTI
13/09/2012 - Se oltre a colpire baronie si tenesse presente la (Franco Labella)

norma... Sulle mediane e sul loro calcolo già si erano lette parecchie perplessità di tipo tecnico. Ora aggiungo al florilegio anche il dato che, a stare alla norma, l'affermazione sulla non prescrittività di Fantoni è almeno imprecisa. Mi pare sia il solito problema dei teorici che sembrano non considerare il quadro normativo. Scusate lo sfogo ma pur essendo un docente delle superiori (peraltro di una materia eliminata dal riordino, guarda un po' si tratta del Diritto) dopo aver letto articolo e commenti mi rinfranco. Perché ho appena finito di "ragionare" con un collega che intende l'autonomia scolastica come "anomia", un altro per il quale il quadro normativo è un terribile lacciuolo... Evidentemente l'allergia al Diritto è, contro ogni evidenza scientifica, contagiosa...

 
11/09/2012 - "la mediana non è prescrittiva, è indicativa" (Marco Ariola)

Mi ha stupito molto leggere che le mediane, secondo il presidente dell'ANVUR, non sono prescrittive ma indicative. Ma dove sta scritto? Non nel bando! Ma insomma è possibile che non sono chiare le regole con le quali si dovrebbe concorrere per ottenere la qualifica ad insegnare nelle Università? A me sembra che la misura è colma! Marco Ariola, professore associato Università di Napoli Parthenope

 
10/09/2012 - Due domande a Fantoni (Piero Morandini)

Secondo Fantoni "la mediana non è prescrittiva, è INDICATIVA. Può fare domanda chiunque, anche chi è sotto la mediana, ... la libertà della commissione è totale". Sul Decreto Ministeriale 7 giugno 2012 n. 76 però risulta "l'abilitazione puo' essere attribuita ESCLUSIVAMENTE ai candidati...i cui indicatori dell'impatto della produzione scientifica complessiva presentino i valori richiesti" (i maiuscoli nelle citazioni sono miei e sevono solo ad evidenziare i punti cruciali). Di fronte a questo testo del bando, quanti candidati con parametri sotto la mediana è probabile che facciano domanda? Seconda domanda: perché i valori dei parametri per i candidati commissari non sono stati normalizzati? Un ordinario poco attivo e vicino alla pensione avrà facilità a superare le mediane, mentre un ordinario giovane e brillante no. Al di là dei proclami, scelte come questa sembrano favorire gli anziani baroni e non certo i giovani brillanti...