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UNIVERSITA'/ Fantoni (Anvur): colpiamo baronìe e gruppi di potere

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Giovani laureati a Venezia (infoPhoto)  Giovani laureati a Venezia (infoPhoto)

Sono 184 commissioni composte da 5 professori ordinari tra cui uno straniero, estratti a sorte da un panel di docenti che, oltre ad aver presentato domanda, hanno i titoli per farne parte.

È la discussa questione della mediana. Ce la spiega?

La legge, in sostanza, dice che i professori della commissione debbono essere qualificati almeno quanto i candidati. La soglia di “bravura” che va superata è stabilita dalla “mediana”. Faccio un esempio per essere chiaro, prendiamo in considerazione tutti i professori di matematica dell’università italiana, poniamo siano 100, vediamo quanti articoli hanno scritto negli ultimi 10 anni, chi 2 chi 5 chi 7, li mettiamo in ordine e li dividiamo esattamente in due: 50 professori staranno sopra questa linea e 50 sotto. Quelli sopra hanno il titolo per sedere in commissione. Ovviamente ho semplificato, il numero degli articoli non è l’unico indicatore, la citazione da parte di altre riviste internazionali e di altri studi aggiunge una considerazione qualitativa. Nulla è certo in assoluto, ma si cerca la combinazione di più indicatori possibili per determinare in modo non totalmente soggettivo il valore di un’attività di produzione scientifica.

L’accusa è: l’università non è fatta solo di discipline scientifiche.

Certo. Come è certo che scienziati, matematici, medici e ingegneri sono da tempo abituati a questi criteri, ci sono data base a cui attingere con tutti questi elementi bibliometrici. Ogni gruppo di ricerca in questi ambiti quando deve reclutare un ricercatore fa questo tipo di indagine di sua spontanea volontà, non ha bisogno che gliela imponga l’Anvur, sa quali riviste hanno più valore di altre, considera il numero delle pubblicazioni, delle citazioni…

Gli umanisti?

In campo umanistico al contrario che nei settori scientifici, non sempre è chiaro quali siano le riviste di maggior prestigio su cui puntare per collocare i propri lavori. Non hanno questa tradizione. Se chiedi ad alcuni giuristi, non tutti, dove è bene che un giovane pubblichi per avere più titoli, ti risponde: glielo dico io. Come? Dovrebbe già saperlo, dovrebbe essere noto a tutti. Inoltre non sempre sono chiari i metodi seguiti per la selezione degli articoli da pubblicare: in campo scientifico il giudizio sulla singola pubblicazione è espresso da referees anonimi che hanno il compito di valutare l’articolo ricevuto dalla rivista. Il decreto sull’abilitazione ha chiesto che tra gli indicatori da considerare nelle valutazioni vi sia il numero di pubblicazioni in riviste classificate in classe A, classificazione affidata all’Anvur, che si è avvalsa dei giudizi delle società culturali, degli esperti della valutazione e di un gruppo di saggi di chiara fama. Qui si sono sollevate le obiezioni più aspre ed è facile capire perché.

Quante sono queste riviste?

Le riviste su cui risultavano aver pubblicato al 15 luglio scorso gli studiosi di questi settori erano circa 16.000. Molte di queste non avevano carattere scientifico: vi erano ad esempio anche articoli apparsi nei quotidiani. È molto prestigioso pubblicare su Repubblica o sul Corriere della Sera,  ma questi non possono essere considerati riviste scientifiche. La selezioni e la classificazione in classe A è stata fatta consultando le società culturali, i GEV, e un gruppo di saggi di chiara fama nelle singole aree umanistiche.

Affidare l’abilitazione al numero degli articoli apparsi su un numero ristretto di riviste cui si accede per relazione, conventicole… forse è riduttivo.

 



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COMMENTI
13/09/2012 - Se oltre a colpire baronie si tenesse presente la (Franco Labella)

norma... Sulle mediane e sul loro calcolo già si erano lette parecchie perplessità di tipo tecnico. Ora aggiungo al florilegio anche il dato che, a stare alla norma, l'affermazione sulla non prescrittività di Fantoni è almeno imprecisa. Mi pare sia il solito problema dei teorici che sembrano non considerare il quadro normativo. Scusate lo sfogo ma pur essendo un docente delle superiori (peraltro di una materia eliminata dal riordino, guarda un po' si tratta del Diritto) dopo aver letto articolo e commenti mi rinfranco. Perché ho appena finito di "ragionare" con un collega che intende l'autonomia scolastica come "anomia", un altro per il quale il quadro normativo è un terribile lacciuolo... Evidentemente l'allergia al Diritto è, contro ogni evidenza scientifica, contagiosa...

 
11/09/2012 - "la mediana non è prescrittiva, è indicativa" (Marco Ariola)

Mi ha stupito molto leggere che le mediane, secondo il presidente dell'ANVUR, non sono prescrittive ma indicative. Ma dove sta scritto? Non nel bando! Ma insomma è possibile che non sono chiare le regole con le quali si dovrebbe concorrere per ottenere la qualifica ad insegnare nelle Università? A me sembra che la misura è colma! Marco Ariola, professore associato Università di Napoli Parthenope

 
10/09/2012 - Due domande a Fantoni (Piero Morandini)

Secondo Fantoni "la mediana non è prescrittiva, è INDICATIVA. Può fare domanda chiunque, anche chi è sotto la mediana, ... la libertà della commissione è totale". Sul Decreto Ministeriale 7 giugno 2012 n. 76 però risulta "l'abilitazione puo' essere attribuita ESCLUSIVAMENTE ai candidati...i cui indicatori dell'impatto della produzione scientifica complessiva presentino i valori richiesti" (i maiuscoli nelle citazioni sono miei e sevono solo ad evidenziare i punti cruciali). Di fronte a questo testo del bando, quanti candidati con parametri sotto la mediana è probabile che facciano domanda? Seconda domanda: perché i valori dei parametri per i candidati commissari non sono stati normalizzati? Un ordinario poco attivo e vicino alla pensione avrà facilità a superare le mediane, mentre un ordinario giovane e brillante no. Al di là dei proclami, scelte come questa sembrano favorire gli anziani baroni e non certo i giovani brillanti...