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SCUOLA/ Bullismo, attenti alle sentenze "marziane" lontane dalla scuola reale...

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La Corte di Cassazione (InfoPhoto)  La Corte di Cassazione (InfoPhoto)

L’insegnante di Palermo è e resta persona affidabile e competente. Il suo studente undicenne, ma navigato nell’atteggiamento comportamentale aveva palesemente umiliato e deriso un compagno di classe durante un momento di passaggio tra una lezione e l’altra. La ricreazione invece di essere vissuta come momento di stacco della mente dalle fatiche dell’apprendimento disciplinare, diviene l’ora dello sfogo delle energie intrappolate dall’eccessiva sedentarietà. Per molti studenti privi di controllo dell’adulto è il momento del libero sfogo. Lasciare impunita la bravata non sarebbe stato affatto educativo. Pur tuttavia sarebbe stato meglio farlo accomodare con distacco a scrivere altro.

Nel riaccompagnarlo al suo banco, ad esempio, gli avrei detto: “Caro figliolo, tu sei un tipo davvero in gamba, ma devi dimostrarlo meglio. Prova a descrivere il fatto testé accaduto in bagno. Siediti e rifletti in assoluto silenzio. Chi meglio di te può difendersi dalle accuse del tuo compagno e dalle mie lavate di testa? Per diventare grandi occorre pazienza. Un paio di facciate ti basteranno. Utilizza pure la vecchia protesi, la tua biro. Non preoccuparti dei pasticci e degli errori. Anche Leonardo da Vinci e Giacomo Leopardi cancellavano i loro preziosi scritti”. Per dirla con un motto: Web generation, old education.



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COMMENTI
14/09/2012 - sui marziani (Claudio Cereda)

Sì, abbiamo una magistratura di marziani. Io mi sono indignato e non riesco, per ora, nemmeno a smontare la sentenza di questi giudici del politicamente corretto. Quarantanni fa erano su un pianeta diametralmente opposto a questo, fatto di codicilli inventati per difendere il potere. Ora hanno cambiato pianeta e continuano ad essere su un altro pianeta (insieme alla famiglia del bulletto).

 
12/09/2012 - deficiènte etimologia (Sabrina Sperotto)

Al di là del brillante articolo che radiografa con intelligente ironia l'abisso nel quale l'educazione sprofonda, l'etimologia del termine "deficiènte" parla chiaro: dal latino deficiens, participio presente di deficere ossia mancare. Lo studente ha senza ombra di dubbio mancato in educazione. Peccato che chi si è appellato alla giustizia e chi ha scritto la sentenza non abbia guardato sul dizionario di italiano, "mancando" di buon senso.