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SCUOLA/ Alessandro: non sono fatto per lo studio, volevo fare qualcosa con le mani…

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Se ci si addentra nei loro scritti (pubblicati nel volume E quindi uscimmo a rivedere le stelle, I quaderni di In-presa, disponibile sul sito www.in-presa.it) si scopre come per ognuno di loro i rapporti vissuti a scuola sono stati decisivi: “Mi ricordo quando il prof. Uboldi e i miei tutor hanno organizzato un pranzo insieme a me dove mi hanno aiutato a vedere i miei progressi e credere di più in quello che facevo. Mi hanno fatto capire dove stavo migliorando facendomi anche degli esempi. Sonia mi ha aiutato a non lasciare il mio capo quando in una giornata ho avuto una piccola discussione con lui, mi ha fatto ragionare e di questo la ringrazio perché non so se avrei trovato un capo bravo almeno come lui” (Luigi).

All’interno di un cammino ci si accorge che non c’è niente da sottovalutare perché la realtà è piena di spunti, ha sempre qualcosa da dire, suggerisce i passi che occorre fare. Non più una fitta ragnatela dalla quale sembra impossibile liberarsi, ma finalmente una possibilità per poter guardare se stessi, i propri desideri, senza nessuna vergogna e senza nessun preconcetto. È successo a Simone: “Con il passare del tempo sono successe delle cose che mi hanno portato all’isolamento, non uscivo più di casa, mi rinchiudevo in me stesso. […] Ho iniziato il percorso all’In-Presa iscrivendomi al corso per manutentori in ambito elettrico, così ho iniziato a frequentare gli stage in quell’ambito, però non mi andava. Ho provato a fare il magazziniere: […] compagnia ottima ma non trovavo l’ispirazione e così alla fine ho seguito la mia passione, quella degli animali. Infatti ora sto frequentando uno stage in un negozio di animali, mi trovo bene con quelle persone, si ride, si scherza e mi piace anche come lavoro, si fanno cose interessanti. È il posto giusto per me! […] Mi hanno aiutato a trovare il lavoro che mi piace, mi hanno ascoltato e di conseguenza hanno continuato a cambiarmi stage, fino a quando non abbiamo trovato quello che faceva per me”.

È un percorso in cui ogni ostacolo diventa trampolino di lancio per una grande scoperta, aiuta a far venire a galla una personalità pronta ad accettare la sfida presente in ogni circostanza: “Avevo cambiato stage pensando fosse l’ultima esperienza infatti pensavamo che avrei affrontato nuove mansioni, però mi è sembrato di tornare indietro perché non avevo la possibilità di svolgere delle mansioni che di solito si affidavano a un vero operaio. Questo episodio è stato decisivo perché mi ha fatto capire l’ esigenza che avevo, cioè quella di imparare più di quello che sapevo già” (Luis).

Gli insegnanti, la lezione, lo stage, le mancanze, la fatica... Occorre un lavoro, occorre un cammino, non appena una trasmissione di saperi. Simone se n’è accorto: “All’In-Presa la svolta! Ho imparato il sapere dal saper fare, ho imparato la teoria direttamente dalla mia esperienza pratica vissuta in prima persona. […] Grazie a tutte queste esperienze ho imparato che le cose che desideriamo non vengono per caso, ma bisogna mettersi in gioco e fare dei sacrifici per ottenerle”. Ecco lo scopo della scuola, ce lo hanno mostrato gli ex allievi in cerca di lavoro: “Offrire ai giovani la strada per scoprire che la vita ha un senso e che la realtà è una strada positiva”.

 

(Mario Caponnetto)



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