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SCUOLA/ Bertagna: il diploma a 18 anni? Le leggi ci sono già, eccole

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Regioni come la Lombardia, che potrebbero già assicurare a tantissimi giovani la possibilità di un diploma a 18 anni (diploma che poi può proseguire nella formazione professionale superiore o sfociare in un quinto anno con esame di stato) non riescono a farlo perché non ci sono i fondi. Questo perché il ministero ha investito tutto sui 19 anni e sul prolungamento del percorso scolastico. Con tutti i problemi che questo comporta.

Quali?

Provi ad entrare in un quinto anno qualsiasi della scuola secondaria superiore: vedrà ragazzi già responsabili, pienamente in condizione di lavorare e fare esperienze da affiancare agli studi. Applicare il titolo V della Costituzione, dicendo alle regioni: io vi do più soldi perché voi possiate soddisfare queste esigenze sarebbe un messaggio concreto e non retorico.

Cosa ne pensano gli studenti?

Tra di loro c’è sicuramente una domanda non evasa, ma socialmente molto diffusa, di poter avere qualifiche e diplomi professionali già a 18 anni. Questo infatti consentirebbe anche ai giovani italiani di competere con i colleghi di tutto il mondo in maniera adeguata. In Italia, il primo incontro con il mondo del lavoro avviene mediamente a 22 anni. Per i giovani tedeschi a 16 anni e mezzo. Faccia lei.

Profumo cos’altro potrebbe fare?

Avrebbe la possibilità ulteriore di far capire quanto conti avere il diploma a 18 anni se solo ampliasse l’esperienza dell’apprendistato formativo, che prevede che dai 15 ai 18 anni si può ottenere la qualifica, con un ulteriore anno il diploma e poi anche proseguire gli studi così come avviene nell’istruzione e nella formazione professionale. Ma sono tutte soluzioni percorribili se solo si vuole percorrere una strada realistica e non massmediatica o di annuncio ad effetto; una strada, quest’ultima, che muove solo l’aria ma non ara la terra in cui vivamo.

 

(Matteo Rigamonti)



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