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SCUOLA/ Paritarie in crisi, lo Stato fa "concorrenza sleale"

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Ci si è impressionati, in questi giorni, per i tassi di abbandono che caratterizzano il nostro sistema scolastico; ebbene, i Paesi dell’Unione europea che vantano i migliori tassi di fedeltà scolastica sono proprio quelli postcomunisti, nei quali la parità è stata introdotta in modo pieno: Slovenia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia. Nessuna scelta confessionale, solo ragionevolezza: la Repubblica Ceca, come è noto, è definito il paese più ateo del mondo e persino in Belgio, nazione ultra secolarizzata, le famiglie prediligono le scuole cattoliche unicamente per la qualità dell’offerta formativa, e ciò grazie ad una legislazione moderna che consente loro di scegliere liberamente.

E in Italia? Anziché procedere, come nel resto d’Europa, verso un consolidamento del sistema pubblico integrato, si va verso leliminazione di fatto della scuola non statale, per mancanza di sostegno finanziario alle strutture o per impossibilità delle famiglie di pagare la retta. Ma, come ha ribadito ultimamente il Presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, “la chiusura di ogni scuola paritaria e la conseguente perdita della sua esperienza pedagogica, ha conseguenze dirette sulla coesione della società, che viene così indebolita perché privata di interventi educativi ed ideali. Senza dimenticare il risparmio che ogni scuola paritaria costituisce per le casse dello Stato”.

Le “rette troppo alte ai tempi della crisi”, insomma, sono un’anomalia tutta italiana; se vogliamo un paese davvero europeo, nel quale anche le iscrizioni scolastiche siano l’esito di una virtuosa competizione fra istituti, introduciamo una effettiva parità scolastica anche sul piano economico. E poi, vinca il migliore.

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COMMENTI
15/09/2012 - Un po' di sana concorrenza (LUISA TAVECCHIA)

Il 13 aprile 2008: '' è bene votare per chi dichiara di volere garantire la libertà di educazione''. Speriamo anche che una volta al governo rispetti l'impegno. In ogni caso è la scelta migliore rispetto a chi è pregiudizialmente ostile. Per troppi troppi anni ci hanno fatto credere (i politici) di occuparsi della scuola con scelte, ma hanno solo suonato il piffero per ricevere il voto...poi tutto come prima, no peggio. Infatti, la scelta della scuola NON statale eviterebbe di fare pagare due volte l'istruzione e chi non ha possibiità economihe potrebbe scegliere la scuola per il proprio figlio. Negli altri paesi dove esiste questa possibilità molti genitori iscrivono i figli alla scuola cattolica perché le riconoscono serietà e capacità di educare. Un po' di sana concorrenza sarebbe solo salutare e ci aiuterebbe alla RESPONSABILITA'. grazie