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SCUOLA/ 1. Un prof (Usa): i test di Obama rovinano la "testa" degli studenti

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Chicago (InfoPhoto)  Chicago (InfoPhoto)

La prima lezione che un buon insegnante impara è che non è importante che i suoi studenti lo amino adesso, ciò che importa è che essi lo apprezzino quando se ne sono andati. A me sta profondamente a cuore ognuno dei miei studenti, e questo accade perché ho su di loro grandi aspettative. Immaginate se un pediatra fosse valutato dai suoi pazienti − “era un terribile dottore, quella puntura mi fece così male!”; “lo odiavo, i suoi lecca-lecca erano amari...”. Sì, ma quella puntura è quella che li proteggerà e forse anche salverà la loro vita, quando più tardi saranno esposti a un virus che diversamente avrebbe potuto ucciderli. Chi può sapere quando quel verso del Macbeth, “qualcosa di sinistro sta per accadere”, potrà aiutare un ex studente; forse, anche, quando egli vedrà un contratto da docente che è sbagliato sotto così tanti punti di vista.

Ho detto che c’erano cinque ragioni per lo sciopero dei professori a Chicago. La quinta e più importante ragione è che lo stiamo facendo per i nostri studenti. Il fatto che una studentessa alla quale ho insegnato molti anni fa e che ora è in un Paese lontano, mi chieda di scrivere questo articolo, dice una quantità di cose sugli effetti duraturi che il lavoro di un insegnante può avere. C’erano dei momenti, in classe, che devono averla convinta che valeva la pena chiedere ancora la mia opinione. Scioperiamo per assicurare che quei momenti e quel modo di imparare possano durare ancora.



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