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SCUOLA/ C'è una "rivoluzione silenziosa" che minaccia gli studenti

Il problema serio di cui forse pochi si sono accorti è che si sta facendo una riforma della scuola sotto le spoglie di una innocente introduzione di strumenti informatici. GIANNI MEREGHETTI

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Caro direttore,

 

continua il processo di informatizzazione delle classi che il ministro Profumo vuole realizzare prima di dover cedere ad altri il governo della scuola; sono di ieri, martedì 18 settembre, gli accordi stipulati al Miur tra il ministro e gli Assessori all’Istruzione di dodici Regioni italiane. Con questo accordo da parte del ministero e delle regioni si è voluto ribadire l'impegno a diffondere dentro le scuole le nuove tecnologie, così da trasformare radicalmente l'insegnamento. Che cosa si ottiene infatti con l'introduzione della Lim in numerose classi e con i tablet consegnati a studenti e professori?

Inutile rassicurare tutti che non cambierà nulla, che si permetterà solo a studenti e insegnanti di avere a disposizione strumenti utili a compiere quello che già si fa oggi nelle classi; inutile anche fare e rifare dichiarazioni in cui si sostiene che non è intenzione del ministero sostituire l'insegnante con il computer. Non è questo il problema. Lo sappiamo bene che l'insegnante rimarrà ben saldo attaccato alla sua cattedra, come ben sappiamo che Lim e tablet sono e rimangono strumenti. Ma non si può far finta di nulla. Con questo processo di informatizzazione si va a trasformare l'insegnamento. Questo è un dato di fatto, per cui urge che studenti, insegnanti e genitori capiscano cosa sta accadendo.

Questo è il problema serio di oggi: che si sta facendo una riforma della scuola sotto le spoglie di una innocente introduzione di strumenti informatici all'avanguardia. Che ogni classe abbia la Lim, che studenti e insegnanti abbiano computer o tablet in classe, che si possa far lezione collegandosi ad internet è certamente un dato positivo, come è augurabile che tanta carta e tanta burocrazia scompaiano dalle classi e dalle segreterie delle scuole. Bisogna però chiedersi che tipo di cambiamenti produce questa rivoluzione informatica dentro l'insegnamento. Senza un giudizio a questo livello della questione l'insegnante non verrà sostituito dalle nuove tecnologie, ma ne sarà umiliato, verrà di fatto ad assumere una funzione di cinghia di trasmissione di una cultura debole e mediocre.

Lim e tablet infatti porteranno dentro le classi una notevole quantità di informazioni e velocizzeranno acquisizione e uso, ma ad un prezzo elevatissimo, quello di ridurre al minimo l'affronto critico delle conoscenze. Questo è quanto potrebbe succedere se si assumeranno passivamente le nuove tecnologie, se ci si piegherà alla semplificazione della comunicazione che portano. Il rischio forte è quello di ridurre la scuola a luogo di informazione, di pura descrizione degli oggetti, senza capire che senso abbiano e a che cosa servano.