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SCUOLA/ Il concorso di Profumo? Nasce morto

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Ancor più in generale, non ha più senso un maxi-apparato come il nostro Miur. Noi dobbiamo uscire dai vecchi vizi assistenzialistici, quelli che hanno sino ad ora impedito di pensare alle riforme della scuola non a partire dal meglio per i nostri studenti, ma solo sui compromessi sugli organici. Il peccato originale, anche della scuola, è presto detto: è la realtà che si deve conformare alle norme, o non sono piuttosto le norme che devono registrare e poi incanalare il dinamico principio di realtà verso nuove prospettive di “convivenza”, cioè di “condivisione democratica”? Cioè la democrazia reale.

L’autonomia scolastica deve diventare, in questo contesto, la vera cerniera tra cittadini e istituzioni: perché non pensare a reti locali di scuole che mettono a bando posti di docenti, presidi, ata, con una commissione mista scuola-territorio? Un piccolo passo in avanti, in questo senso, lo troviamo nel testo della spending review.

Le scuole, in poche parole, devono diventare “scuole delle comunità locali”, cioè scuole dello Stato inteso, però, come incarnazione in loco delle istituzioni, non più staccate, lontane, autoreferenti, come è oggi. In più: noi dobbiamo fare in modo che i giovani in gamba scelgano la scuola come professione, come prima opzione, e con stipendi adeguati, se giudicati bravi.

C’è il rischio reale di scuole ed enti locali che, in stile mafioso, imbroglino le carte? Qui deve essere chiaro il ruolo del corpo “terzo” degli ispettori, ed i cittadini vanno poi aiutati perché possano pretendere qualità e trasparenza anche del servizio scolastico.

Ha ancora senso regalare tanti cento e lode a maturità in alcune regioni, se poi queste votazioni non sono accompagnate da una reale preparazione, da competenze accertabili? Ha ancora senso vedere tanti giovani con titoli di studio senza mercato del lavoro? Perché non intervenire più concretamente nel reale orientamento scolastico, cosa che solo le reti di scuole possono realizzare, con un Pof condiviso e multi-facce?

Non hanno più senso le obiezioni del tipo: “ma le scuole garantiranno un cattivo servizio, se lasciate agli enti locali...”. Allora verrà fuori la differenza tra buona scuola e cattiva scuola, e prima o poi saranno gli stessi cittadini che si rifiuteranno di mandare i propri figli in queste scuole. Ognuno, come è giusto, sia un po’ artefice del proprio destino. Cioè la sana etica della responsabilità personale e sociale. Che vale per tutti, per il Nord come per il Sud.

I docenti quindi andranno assunti a livello regionale e locale, con un sistema di valutazione non solo all’inizio della carriera, ma in itinere. Lo stesso per i presidi e per il personale non docente.

 



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COMMENTI
02/09/2012 - perché ancora precari a 50 (e più) anni? (Vincenzo Pascuzzi)

Commento limitatamente alla domanda retorica: «Se, in poche parole, un docente a 50 anni è ancora precario, una qualche domanda se la dovrà pure porre», che mi sembra ingenerosa e un po’ maramalda. Gli ancora precari a 50, 40, 60 e più anni sono il risultato – non c’è dubbio - delle fallimentari politiche governative e ministeriali degli ultimi venti anni: precisamente ne sono le vittime. Le principali cause specifiche delle situazioni di “precariato storico” sono: 1) la mancata effettuazione di n. 6 concorsi biennali dal 1999 ad oggi (sono stati governi e ministri ad omettere gli adempimenti); 2) le circa 90.000 cattedre tagliate in tre anni da Gelmini (Hollande ha imboccato la direzione diametralmente opposta); 3) le pensioni ritardate da Fornero (anche qui Hollande ….); 4) il mancato contrasto alla dispersione scolastica, che negli ultimi due anni è addirittura aumentata (risulta pari a circa il 20%, cioè oltre 150mila alunni)! Per esemplificare e concretizzare a livello individuale, segnalo (a chi interessasse) la chiarissima lettera di due docenti precarie di lingua inglese Graziana Giotta e Maria Matropierro. Questo il link: http://www.quindici-molfetta.it/concorso-nazionale-per-insegnanti-la-lettera-di-due-docenti-precarie-di-molfetta-a-quindici_26951.aspx