BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Il primo collegio docenti e la "lezione" di Charlie Chaplin

Pubblicazione:

(Infophoto)  (Infophoto)

Mercoledì rivedrò le mie insegnanti e insieme riprenderemo l’avventura educativa che ci porterà ad incontrare nuovi bambini e nuovi genitori e a riprendere ad intrecciare vecchi e nuovi legami di corresponsabilità educativa.

Ci introdurremo alla progettazione di nuovi spazi e di nuove attività per permettere a ciascuno di fare un’esperienza di bellezza che lo introduca nella realtà delle cose. E poi... e poi? È tutto qui il lavoro educativo? È questo essere sempre fuori da sé, proiettati verso un altrove che non ci dice nulla? Educare è fare per o stare con?

Ecco, queste sono le domande che mi hanno riempito il cuore e la mente in questi giorni nei quali sto cercando di immaginare il primo collegio docenti.

Così mi sono detto che il punto fondamentale – archimedico – sul quale far leva non può che essere la persona, perché non c’è luogo – il collegio – oppure volti – i maestri – che tengano, se non ci sono io come persona. Con la mia coscienza di chi sono, di ciò che mi interessa, di ciò che mi corrisponde perché ne ho fatto esperienza.

Ecco: partirò dall’esperienza che ciascuno ha fatto delle sue vacanze, per scoprire qualcosa che dia gusto, sapore e significato alla vita. Lo farò non perché mi interessa fare la collezioni delle cartoline dei “luoghi delle vacanze” da appendere alla bacheca, ma per aiutare le mie insegnanti a capire in che cosa consiste un’esperienza e reperire in essa il modo con il quale il nostro io si muove; normalmente. Quando non siamo altrove, con la testa proiettata alle prossime vacanze o alle occupazioni quotidiane. Solo così si può trasformare la scuola in un luogo dove si vive intensamente la realtà e non nel solito, scontato spazio del déjà vu.

A partire da questo racconto cercherò di far vedere alle mie insegnanti quel qualcosa di bello e quel qualcosa di nuovo che muove me a riprendere – anche se fosse solo per un istante – il lavoro educativo insieme a loro, ai genitori, con i bambini. Racconterò quell’esperienza di gratuità e di intraprendenza costruttiva che ho visto e ho incontrato al Meeting di Rimini.

Poi farò vedere loro due video che una mia carissima amica, Rosi Rioli, mi ha suggerito porgendomeli come un dono prezioso. 

Il primo è un video che propone ciò che accade in un grande magazzino dove Charlie Chaplin e la sua amica sognano di poter usare a modo loro  una struttura che contiene cose belle. Però le regole della struttura sono troppo strette; allora la usano di nascosto. Non rompono, non distruggono nulla, non rubano, si divertono, ma “evadono” dalla realtà sognando qualcosa che non c’è. Accanto a loro intervengono nel magazzino dei ladri: sono anch’essi attratti dalla struttura, ma in modo violento. Vogliono il contenuto del magazzino per “rubarlo” e, tendenzialmente, vorrebbero eliminare i testimoni – Chaplin e l’amica – che per caso li incrociano. Un video che mette in luce due rischi che corriamo a scuola: vivere sognando la scuola perfetta che probabilmente non avremo mai e che per questo ci distrae perché, pensiamo, solo così possiamo essere veramente noi stessi. Il secondo rischio è quello di vivere cercando di rubare il tempo, piegandolo alle nostre pretese e alle nostre voglie.



  PAG. SUCC. >