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SCUOLA/ Checchi: perché i sindacati non parlano mai di valutazione?

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Questo è vero. L'impressione è che vogliano riportare ed evidenziare solo i dati che a loro convengono tralasciando, invece, quelli che non fanno loro comodo. Nel documento si considera che nel nostro Paese le ore di presenza in aula dei docenti è più elevata rispetto ad altri Paesi. Questo perché gli alunni stanno in aula più a lungo e abbiamo casi compresenza in classe di più insegnanti, e tutto ciò non fa altro che spingere al rialzo i costi per l'istruzione. Mi sembra che queste osservazioni siano banali e tralasciano il fatto che, ad esempio, la presenza dell'insegnante di sostegno sia un “plus” del nostro sistema. E' logico che i servizi di qualità costino di più. Questo punto di vista nel documento non viene né colto né tanto meno sottolineato.

 

A questo proposito, il dossier trova un comun denominatore nelle politiche di governo di questi anni e lo riassume così: “Tagliare il tempo scuola per ridurre il numero dei docenti e quindi abbattere i costi dello Stato”. Lei che ne pensa?

 

Questo è vero, perchè l'ex ministro Gelmini ha fatto due operazioni simili: la prima è stata quella di modificare l'organizzazione interna del tempo pieno eliminando la compresenza di insegnanti nelle stesse ore e redistribuendole in modo che ci fosse un solo insegnante per ogni ora di lezione. La seconda è stata quella di ridurre le ore pomeridiane nella scuola media. Quindi, il risultato è una riduzione degli insegnanti o delle ore insegnate.

 

L'Italia secondo lei ha bisogno di più insegnanti?

 

No, non ne ha bisogno ma, ancora una volta, non è questo il problema da affrontare. La vera anomalia non è il numero totale degli insegnanti ma il turn-over di questi ultimi, e che un terzo di essi sia precario. Questo significa che il 30% delle scuole vede cambiare il corpo docenti una o più volte all'anno e questo mina alla base la continuità didattica.

 

Il dato della dispersione non è minimamente considerato dalla Uil. Non è questo la cartina di tornasole della bontà del nostro sistema e della classe docente?

 

Nel documento non se ne fa cenno, sebbene il tasso di abbandono non sia solo il riflesso di un buon insegnamento ma sia connesso con il territorio e il tasso di istruzione dei genitori. Se, invece, consideriamo il tasso di abbandono in uno stesso istituto possiamo correttamente dire che è il sintomo di una scarsa qualità di insegnamento. 




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