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SCUOLA/ 1. I giochi di prestigio del Miur e il "mistero" dei prof mancanti

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E queste sono le date dello scorso anno scolastico relative ad alcune delle operazioni sopra descritte: termine presentazione domande di iscrizione degli alunni, 31 gennaio; firma del contratto che regolamenta le operazioni di mobilità, 29 febbraio; termine di presentazione delle domande di mobilità dei docenti di ruolo, 31 marzo; pubblicazione dei trasferimenti dei docenti di ruolo, 6 giugno (infanzia e primaria), 28 giugno (scuole medie), 26 luglio (scuole superiori), 11 agosto (personale Ata); firma del contratto che regolamenta le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni (siamo al paradosso), 24 agosto; termine per le immissioni in ruolo: 31 agosto (fittizio, perché in molte province la scelta della sede per i neoimmessi è avvenuta dopo, per forza, visto che spesso non si conoscevano ancora le cattedre effettivamente disponibili); pubblicazione delle istruzioni operative ministeriali per il conferimento degli incarichi annuali (qui siamo all’assurdo), 12 settembre (ovvero dopo che molte province avevano già iniziato a conferire gli incarichi!).

Che cosa succede in pratica? A partire dalla seconda metà di agosto i siti degli Uffici scolastici provinciali si trasformano in una fucina di notizie vorticose relative alle operazioni più disparate (immissioni in ruolo, assegnazioni e utilizzi, nomine a tempo determinato). E ovviamente l’ultimo anello della catena, le nomine a tempo determinato, subisce ritardi a dir poco preoccupanti.

A questo punto però l’uomo comune si potrebbe chiedere: ma com’è possibile che la legge permetta tutto questo e consenta che venga perpetrato un danno evidente sia a carico degli alunni e dell’attività didattica, sia a carico degli insegnanti, costretti a prolungare il periodo di disoccupazione estivo? Risposta: è possibilissimo, è la legge stessa che giustifica questi ritardi e vi mostriamo subito il come, nel dettaglio. Già dal 2009, per far fronte ai disagi gestionali dovuti ai tagli Gelmini-Tremonti, il termine per l’espletamento delle operazioni di assegnazione provvisoria e utilizzazione, delle immissioni in ruolo e delle nomine a tempo determinato è slittato dal 31 luglio (come sarebbe corretto dal punto di vista etico e professionale) al 31 agosto (Legge 106/2011); in più, la legge 333/2001 stabilisce che, decorso il termine ultimo per l’effettuazione delle nomine annuali (31 agosto dal 2011 appunto), queste diventano di competenza dei dirigenti scolastici. Quindi gli Uffici provinciali hanno in pratica un comodo “escamotage” per effettuare le nomine quando vogliono, senza alcun termine fisso. Gli Uffici scolastici nominano le cosiddette “Scuole Polo”, i cui dirigenti scolastici si assumono il compito delle nomine annuali dei docenti precari, anche in pesante deroga rispetto al termine del 31 agosto, che dovrebbe invece rappresentare la normalità e non l’eccezione.



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