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SCUOLA/ Quando la realtà dei bambini sfida la menzogna degli adulti

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Si tratta in fondo della questione se sia il caso o meno di proteggere i bambini dalla realtà, anzi della questione stessa di come i bambini si pongono di fronte al reale. Loro, infatti, osservano, ricordano e tentano di trovare nessi e ragioni di ciò che accade; a differenza di come a volte li pensiamo noi, sono sempre in presa diretta col reale, curiosi di conoscerlo e al tempo stesso di farlo proprio. Il film mette in evidenza proprio tale concezione distorta che abbiamo dell’infanzia e lo sguardo malato e ammalante che rivolgiamo a loro.

Monsieur Lazhar, anche a motivo della sua storia personale, si muove invece secondo buon senso, fidandosi del suo fiuto che gli permette di raccogliere le questioni che i bambini gli rimandano e che tutti vorrebbero chiudere al più presto presi da una visione analgesica del reale. Non pretende di avere soluzioni preconfezionate lui, non sa già come andrà a finire; si lascia piuttosto provocare e dentro il rapporto – fatto sempre di coniugazioni e declinazioni, dettati e problemi cui mai si sottrae – permette che i bambini concludano, soprattutto Simon col segreto terribile che custodisce nel suo cuore. 

La conclusione dei bambini, ma estendiamolo pure, le conclusioni dei bambini lungi dal chiudere aprono sempre a nuove possibilità, consentono di pensare un futuro senza le ombre e senza i fantasmi del passato, permettono di rilanciare e riprendere.

Tornassimo a riuscirci anche noi, sarebbe una buona notizia per tutti. Forse abbiamo bisogno anche noi di un amico come Bachir Lazhar, un amico che non censura niente e non ci chiude le domande. Un amico interessato a ciò che pensiamo.



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COMMENTI
24/09/2012 - la vita e la morte di maestri e professori (Anna Di Gennaro)

Non sono ancora andata a vedere il film, ma ho visto il trailer dei primi minuti quando il bambino entra a scuola prima degli altri perché incaricato della distribuzione del latte. Scopre l'accaduto e fugge inorridito a raccontare ciò che ha visto alla sua simpatica amichetta. Se alcuni adulti temono l'affronto dell'argomento "morte", ai bambini interessa sapere tutto da chi affronta la vita senza pesanti sovrassutture, ma con leatà e giudizio. E' il maestro straniero e carismatico che sbalordisce la preside nel presentarsi a scuola il vero interlocutore della classe. La sua presenza rassicura i bambini più di altri "specialisti" appositamente inseriti per colmare il "vuoto". Anni fa ho letto il libro di Christofhe Dufossé, L'ultima ora, edito da Einaudi nel 2004. Lì il suicidio della professoressa dalla finestra dell'aula aveva colpito e destabilizzato una classe di studenti liceali. Un libro scritto da un insegnante (vero) consapevole del rischio educativo cui doveva far fronte con gli strumenti a sua disposizione. Davvero pochi, visto che le dinamiche relazionali col prof avevano sortito altri problemi, molto gravi cui non ha saputo rispondere. Aggravando il povero "vuoto" educativo delle loro esistenze...