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ORA DI RELIGIONE/ Il ministro Profumo: va cambiata, l’Italia è multietcnica

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Sulla stessa linea anche don Gabriele Mangiarotti, direttore di Cultura Cattolica, secondo cui il ministro dell’Istruzione “sbaglia nell'interpretare il valore dell'insegnamento della religione cattolica. La religione s'insegna a scuola non come ora di indottrinamento o di catechesi, ma per aiutare a comprendere una componente culturale della nostra storia e della nostra società. A maggior ragione se si vuole favorire l'integrazione di studenti di etnie e credi diversi, è giusto tutelare questo insegnamento". 



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COMMENTI
25/09/2012 - Lui non è stato eletto (Corrado Rizzi)

e quindi si limiti alla gestione economica tagliando, se il caso, le spese dei doppi e tripli insegnanti, ma non tocchi l'impianto culturale. Non spetta ad un tecnico. Spero che i parlamentari che si presentano a tutti con il manto di buon cristiano pretendano le dimissioni di questo presunto tecnico.

 
25/09/2012 - Sì, bisogna cambiare (Gianni MEREGHETTI)

Carissimo direttore, il ministro Profumo ha ragione, bisogna rivedere l'ora di religione, ma in direzione opposta a quella che suggerisce lui. Bisogna che l'ora di religione rimanga libera, ma che nello stesso tempo gli studenti possano, se vogliono, scegliere altri percorsi. Non un'ora di etica per tutti nè un'ora di storia di religione anche questa per tutti, ma la possibilità di scegliere una ipotesi come è quella del fatto cristiano e di verificarla nel rapporto con la cultura. Questa è l'ora di religione e niente ostacola il fatto che uno studente possa scegliere altre ipotesi da verificare. Lo faccia e con lo stesso impegno di libertà che chiede l'insegnamento della religione cattolica! Questo potrebbe portare ad un passo ulteriore, a dare all'ora di religione la stessa dignità di tutte le altre materie. In Germania avviene già, tant'è che il voto di religione fa media con quelli delle altre materie e la religione è materia per gli esami di stato di fine corso. Se questo succede in Germania perchè mai non dovrebbe succedere anche nella scuola italiana?