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ORA DI RELIGIONE/ Il ministro Profumo: va cambiata, l’Italia è multietcnica

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"Credo che l'insegnamento della religione nelle scuole così come concepito oggi non abbia più molto senso. Probabilmente quell'ora di lezione andrebbe adattata, potrebbe diventare un corso di storia delle religioni o di etica". Ad affermarlo durante la festa di Sinistra, ecologia e libertà è lo stesso ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, le cui parole hanno fin da subito sollevato numerose polemiche. "Credo che il Paese sia cambiato, - ha poi corretto il tiro il ministro - nelle scuole ci sono studenti che vengono da culture, religioni e Paesi diversi. Credo che debba cambiare il modo di fare scuola, che debba essere più aperto". E’ quindi necessaria “una revisione dei nostri programmi in questa direzione". Lo stesso, ha aggiunto Profumo, andrebbe pensato non solo per l’ora di religione ma anche per quella di geografia che, a suo giudizio, si può studiare ascoltando le testimonianze di chi proviene da altri Paesi. Uno dei primi a commentare le parole del ministro Profumo è stato Orazio Ruscica, presidente dello Snadir (il Sindacato autonomo degli insegnanti di religione): “Il ministro – ha detto Ruscica - ha firmato a fine giugno scorso le due intese riguardanti l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche e le Indicazioni didattiche senza aver letto con attenzione ciò che ha sottoscritto". "Comprendiamo bene che il ministro voleva ingraziarsi la platea: e quale miglior argomento se non quello dell'insegnamento della religione cattolica?, si chiede Ruscica, ricordando a Profumo che l’educazione multiculturale alle religioni è già attualmente prevista nel programma d’insegnamento. A difendere l’ora di religione c’è anche Maurizio Lupi (Pdl) che, pur capendo la preoccupazione del ministro Profumo “sulla necessità che la scuola non ghettizzi chi viene da altri Paesi e ha tradizioni culturali diverse dalla nostra”, spiega che “questa attenzione debba evitare di scadere nel relativismo. La nostra religione, così come i programmi scolastici, è la testimonianza dei valori su cui si fonda la nostra società. Chi viene dall'estero non può non confrontarsi con questo. Non possiamo annacquare ciò che siamo per far piacere agli altri". 



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COMMENTI
25/09/2012 - Lui non è stato eletto (Corrado Rizzi)

e quindi si limiti alla gestione economica tagliando, se il caso, le spese dei doppi e tripli insegnanti, ma non tocchi l'impianto culturale. Non spetta ad un tecnico. Spero che i parlamentari che si presentano a tutti con il manto di buon cristiano pretendano le dimissioni di questo presunto tecnico.

 
25/09/2012 - Sì, bisogna cambiare (Gianni MEREGHETTI)

Carissimo direttore, il ministro Profumo ha ragione, bisogna rivedere l'ora di religione, ma in direzione opposta a quella che suggerisce lui. Bisogna che l'ora di religione rimanga libera, ma che nello stesso tempo gli studenti possano, se vogliono, scegliere altri percorsi. Non un'ora di etica per tutti nè un'ora di storia di religione anche questa per tutti, ma la possibilità di scegliere una ipotesi come è quella del fatto cristiano e di verificarla nel rapporto con la cultura. Questa è l'ora di religione e niente ostacola il fatto che uno studente possa scegliere altre ipotesi da verificare. Lo faccia e con lo stesso impegno di libertà che chiede l'insegnamento della religione cattolica! Questo potrebbe portare ad un passo ulteriore, a dare all'ora di religione la stessa dignità di tutte le altre materie. In Germania avviene già, tant'è che il voto di religione fa media con quelli delle altre materie e la religione è materia per gli esami di stato di fine corso. Se questo succede in Germania perchè mai non dovrebbe succedere anche nella scuola italiana?