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SCUOLA/ Concorso, le 3 "domande" a cui Profumo non risponde

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Francesco Profumo (Infophoto)  Francesco Profumo (Infophoto)

Secondo punto. Ulteriori interrogativi sorgono tra i tanti aspiranti giovani insegnanti, esclusi senza motivo da questo concorso. Il ministero infatti ha più volte annunciato l'avvio di un secondo concorso per la primavera 2013 che permetta anche agli attuali abilitandi del Tfa la possibilità di concorrere. Sarà davvero così o assisteremo all'ennesima beffa? E se il concorso davvero ci sarà, per quali anni saranno banditi i posti, visto che fino all'a.s. 2014/2015 i posti disponibili sono già stati tutti assegnati? Sembra che nelle intenzioni del ministro ci sia quella di bandire un nuovo concorso per 5mila posti entro il 2013 per le immissioni in ruolo dell'anno scolastico 2015-2016: ma chi potrà parteciparvi? E queste intenzioni resisteranno anche al termine, ormai prossimo, della legislatura?

Terzo e ultimo. Infine, sorge spontanea una domanda: concorso farà rima con ricorso? Per scongiurare quella che sembra ormai una prassi consolidata e visti i precedenti poco felici dei test preselettivi per il Tfa e del concorso per dirigenti scolastici della scorsa estate, c'è da augurarsi che questa volta la gestione del Miur sia più attenta e precisa... E anche se tutto, come si spera, dovesse andare per il verso giusto, rimane forte la perplessità per la messa in moto di una complessa e costosa macchina organizzativa (circa 1 milione di euro) per assegnare in alcuni casi solamente una manciata di cattedre (per esempio per la classe A051 in Lombardia saranno solo 3 i posti disponibili). Tutti elementi che dovrebbero essere presi in considerazione dal governo e dal parlamento per avviare una seria riforma del sistema, che miri al superamento di modalità concorsuali costose, inefficaci e spesso farraginose.

In queste procedure amministrative, che rischiano di trasformare l'insegnante in un burocrate statale, si rischia di dimenticare che cosa c'è in gioco: come sottolineato in un recente documento della Compagnia delle Opere, "non è (appena) il destino lavorativo e professionale di migliaia di persone, ma la possibilità che i nostri ragazzi abbiano di fronte a sé, accanto a docenti con esperienza e maturità, insegnanti giovani, preparati, motivati e appassionati, introducendo così un equilibrio generazionale che ci avvicini agli altri Paesi europei: solo così la scuola italiana potrà tornare ad essere un luogo di educazione alla libertà e non essere più considerata come un semplice ammortizzatore sociale". 

Per questo un concorso è meglio delle sole graduatorie. Ma la strada verso una reale autonomia delle scuole e una effettiva valorizzazione della professione docente è tutt'altro che cominciata.



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COMMENTI
26/09/2012 - Se gli ideali diventano ideologia (Paolo D'Addario)

A non volere il concorso erano prima di tutto coloro che hanno scommesso sull'insegnamento prima dei sindacati, cioè delle PERSONE. Il suo intervento, come peraltro molti degli articoli scritti sull'argomento confondono gli iscritti nelle graduatorie reclutati e abilitati con la SSIS da quelli che vi si trovano per avere partecipato al concorso del 99 (questa è la vera anomalia), chi si è diplomato alla SSIS (posti banditi sulla base delle vacanze!) ha fatto un percorso preciso avendo superato un corso, sedendosi 2 anni sui banchi e avendo fatto un tirocinio, discutibile quanto vuole, ma allora la SSIS era la modalità per uscire dalla logica del concorso. L'unica vera strada era quella di riformare il sistema di reclutamento e di abilitazione e attendere che entrasse a regime, invece per l'ennesima volta si è scelto di cambiare le carte in tavola. Tornando con i TFA verso le abolite SSIS. Alcune domande: Perché il concorso risponderebbe ad una selezione meritocratica mentre la SSIS no? I metodi di selezione sono rimasti presso a poco gli stessi... La classe di insegnanti da svecchiare è quella nelle graduatorie o quella che è in ruolo? Forse sono quelli di ruolo un po anziani, pensa di licenziarli per inserire i giovani? (altrimenti avrà svecchiato solo le graduatorie). Davvero pensa che tutti gli insegnanti nella scuola di oggi siano incompetenti e non all'altezza, compresi quelli nelle graduatorie?

 
26/09/2012 - anzianità o merito (fabio morbidelli)

Gentile dott Magni, si leggono più volte nell'articolo apprezzamenti per il fatto che si vuole affiancare il criterio del merito a quello dell'anzianità. La cosa è ovviamente giusta, ma si omette di dire la verità e cioè che quelli che stanno in graduatoria ci stanno per merito in quanto hanno vinto un concorso. Probabilmente la decisione salomonica di dare la metà dei posti per concorso e la meta agli iscritti nelle graduatorie (gae) era l'unica possibile in quanto non si può tagliare fuori un intera generazione dall'insegnamento, ma non dimetichiamo di dire che gli iscritti nelle gae i meriti ce li hanno, li hanno dimostrati e hanno pure l'esperienza. Io potendo scegliere un insegnante per mio figlio lo scegliere dalle graduatorie gae perché tra merito ed esperienza preferico chi li ha tutti e due. Grazie per la cortese attenzione.