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SCUOLA/ Bertagna: il concorso? "Quizzomania" centralista

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Giovani preparano il concorso (InfoPhoto)  Giovani preparano il concorso (InfoPhoto)

Ma ammettiamo pure che i quiz, i quesiti a risposta aperta e le prove orali previste dall’attuale procedura concorsuale fossero il meglio oggi immaginabile per smuovere una cancrena costruita da decenni di politiche consociative del personale che gridano vendetta al cospetto del buon senso. Anche in questo caso, tuttavia, non si possono tacere alcune osservazioni.

Le graduatorie degli abilitati sono, appunto, graduatorie. Dovrebbero ordinare una classifica dal migliore al peggiore abilitato all’insegnamento. Ora, se per valorizzare il merito di questi abilitati si deve organizzare il concorso bandito significa, in realtà, che le graduatorie sono inaffidabili: non restituiscono affatto il merito degli inseriti. Ma allora perché non cancellarle e ritenerle ancora valide per l’immissione in ruolo di chi non supera il concorso?

Ma c’è di più. A questo concorso accedono non soltanto abilitati evidentemente ordinati in graduatorie giudicate improbabili e casuali dagli stessi che le hanno compilate, ma pure non abilitati che si sono laureati o diplomati fino al 2002. La procedura quindi è anche abilitante, per i vincitori. Ne consegue che gli attuali abilitati in graduatoria che risulteranno vincitori del concorso dovranno ammettere che potevano anche fare a meno di seguire percorsi formativi post laurea e post diploma molto complessi e impegnativi. E soprattutto dovranno riconoscere che la professionalità docente dipende solo dagli anni nei quali si è acquisito un titolo di studio, non dalle reali competenze professionali possedute e dimostrate. Per chi ha fatto della qualità e del merito la propria parola d’ordine la circostanza dovrebbe essere perlomeno imbarazzante. 

Infine, perché un concorso di questo tipo dovrebbe essere più affidabile di una procedura concorsuale articolata svolta a livello di scuole e di reti di scuole, su posti reali e non astratti?  Solo perché è centralista e ha del decentramento una concezione emanazionista di tipo plotiniano? Ma non è proprio questo il problema del nostro sistema di istruzione?  

Insomma, c’erano tutti gli spazi per procedere a modifiche legislative che avrebbero potuto dare una svolta autentica al tema della selezione e della qualità del reclutamento dei docenti. Bastava prendere sul serio la proposta di legge Aprea. O almeno l’iniziativa legislativa della Regione Lombardia in tema di reclutamento. Non lo si è voluto fare. Si è preferito spacciare il vecchio iniquo per un nuovo equo. Si abbia almeno il pudore di non esserne orgogliosi. E adesso di riparare. 



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COMMENTI
30/09/2012 - "Lezione di 30 minuti" (Vincenzo Pascuzzi)

Fenizia Sergio ricorda che una delle prove è la lezione simulata. Al riguardo sono sorpreso e critico. Infatti: "La prova in aula è una simulazione virtuale con i commissari al posto degli alunni (!), con risultati che saranno aleatori e dipendenti da tanti fattori soggettivi e imponderabili (ivi compresi gli umori, gli orientamenti, le simpatie-antipatie, la fretta dei commissari stessi, anche qualche raccomandazione). Questa simulazione ha forse qualche senso per chi ancora non insegna o non è abilitato. I precari abilitati e che già insegnano non potranno non superare questa prova, oppure si vedranno revocare l'abilitazione o, in terza ipotesi, i rispettivi d.s. rischieranno sanzioni per le loro relazioni inattendibili?" http://www.retescuole.net/contenuto?id=20120929183359

 
29/09/2012 - "Lezione di 30 minuti" (Fenizia Sergio)

Noto che tra le competenze (in senso generico) alla cui verifica non si potrebbe/dovrebbe ridurre l'accertamento della professionalità degli insegnanti il prof Bertagna non include la prevista "lezione di 30 minuti" che, se non erro, costituisce una novità in linea (molto) teorica potenzialmente interessante.