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SCUOLA/ Bertagna: il concorso? "Quizzomania" centralista

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Giovani preparano il concorso (InfoPhoto)  Giovani preparano il concorso (InfoPhoto)

CONCORSO SCUOLA. Caro direttore, una risata seppellirà tutte queste procedure concorsuali di finta efficienza tecnico-scientifica, con tanto di «postazioni informatiche» per le prove definite con snobismo anglofilo «computer based»,  destinate ad un target di concorrenti costituito da 180mila iscritti alle graduatorie permanenti, 300mila non abilitati in terza fascia e qualche decina di migliaia di diplomati e laureati prima del fatidico anno 2001-2002. 

Una risata seppellirà queste procedure tipiche di uno smodato costruttivismo ideologico, ma che una retorica ben orchestrata e ingannevole, degna di altri tempi, ha addirittura spacciato per «svolte epocali», «primato della selezione per merito», «attenzione ai giovani». In realtà, sono soltanto il tradizionale e meno commendevole frutto dell’infrangibile alleanza conservatrice stipulata da cinquant’anni a questa parte tra una burocrazia statale centralistica tanto più invasiva quanto sempre più incompetente e una burocrazia sindacale che ne ha copiato, quasi a ulteriore prova dell’esistenza dei neuroni specchio, le tristi caratteristiche.  

Una risata seppellirà queste procedure perché è impossibile che, tra le norme esplicite e implicite che le governano, non si nascondano imprevisti che beffino anche le più panoptiche attenzioni amministrative. E poi anche perché è impossibile che tra le centinaia di migliaia di persone e di situazioni, dalle Alpi al Lilibeo, che devono esecutivamente applicarle allo stesso modo in ambienti tra loro molto diversi non affiorino smagliature censurabili e palesi difformità di trattamento. 

Non sono bastate evidentemente al ministero le incredibili brutte figure (ma si tratta di eufemismo!)  rimediate sulla prova preselettiva del concorso a dirigenti scolastici, sul concorso a dirigenti scolastici della Sicilia prima e della Lombardia poi, quindi sulle prove preselettive per il Tfa e sulle prove di ammissione alle facoltà mediche per persuaderlo a riflettere in modo meno propagandistico e opportunistico sul valore e sul significato della quizzomania centralistica deflagrata come un virus molto aggressivo tra Frascati e viale Trastevere. 

No, al contrario, una singolare coazione a ripetere compulsivamente percorsi che mass media disattenti o, peggio, complici non avrebbero mai perdonato a nessun’altro. Del resto, perché non perseverare nell’ostinazione ammantata perfino di profetismo escatologico se nessuno dei responsabili delle brutte figure collezionate è mai stato chiamato a pagare alcunché? Anzi ha ricevuto premi incentivanti e avanzamenti di carriera? E pensare che centinaia di migliaia di persone, illuse dalla lotteria di un posto, sull’onda di uno Stato purtroppo abituato a fare il biscazziere, in piena crisi economica, hanno speso parecchie migliaia di euro in corsi, corsetti in presenza e a distanza, libri, e-book più o meno speculativi,  tutti alle prese con quesiti che, perlopiù, non hanno nemmeno la dignità di quelli della patente. 



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COMMENTI
30/09/2012 - "Lezione di 30 minuti" (Vincenzo Pascuzzi)

Fenizia Sergio ricorda che una delle prove è la lezione simulata. Al riguardo sono sorpreso e critico. Infatti: "La prova in aula è una simulazione virtuale con i commissari al posto degli alunni (!), con risultati che saranno aleatori e dipendenti da tanti fattori soggettivi e imponderabili (ivi compresi gli umori, gli orientamenti, le simpatie-antipatie, la fretta dei commissari stessi, anche qualche raccomandazione). Questa simulazione ha forse qualche senso per chi ancora non insegna o non è abilitato. I precari abilitati e che già insegnano non potranno non superare questa prova, oppure si vedranno revocare l'abilitazione o, in terza ipotesi, i rispettivi d.s. rischieranno sanzioni per le loro relazioni inattendibili?" http://www.retescuole.net/contenuto?id=20120929183359

 
29/09/2012 - "Lezione di 30 minuti" (Fenizia Sergio)

Noto che tra le competenze (in senso generico) alla cui verifica non si potrebbe/dovrebbe ridurre l'accertamento della professionalità degli insegnanti il prof Bertagna non include la prevista "lezione di 30 minuti" che, se non erro, costituisce una novità in linea (molto) teorica potenzialmente interessante.