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SCUOLA/ Se troppo liceo e troppo Stato tolgono la voglia di studiare

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Non sarà sicuramente, questa, la motivazione esclusiva della fedeltà scolastica, ma ne è senz’altro una ragione importante. Perché allora, anziché continuare a girare il coltello nella piaga con infinite lamentele sullo stato della nostra scuola, non si inizia davvero a imitare le migliori esperienze europee? Formazione professionale iniziale e libertà di scelta educativa: due ricette semplici ed efficaci. La strada per ripartire esiste, percorriamola.



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COMMENTI
07/09/2012 - D'accordissimo! (Alessandro Giusti)

Complimenti! Articolo bellissimo, non si può che essere d'accordo. Mi rattrista solo vedere che nella libertà di scelta educativa siamo dietro anche a paesi come Slovacchia e Repubblica Ceca, che, con tutto il rispetto per loro, sono partiti in un processo di liberalizzazioni dopo il nostro e ci hanno abbondantemente superato.

 
07/09/2012 - mancanza di concorrenza? (Francesco Bertoldi)

Non direi proprio che lo statalismo, che esiste certamente nella scuola italiana, significhi mancanza di concorrenza tra le scuole. La concorrenza esiste, e, per come si è realizzata, produce più effetti negativi che positivi: spinge gli insegnanti a concepirsi come alla continua, affannosa ricerca di clienti (conserversi quelli che si hanno, non perderli, e possibilmente acquistarne di nuovi), andando incontro ai capricci di studenti e genitori (ad esempio alzando artificiosamente i voti). Purtroppo ai genitori sembra non interessare la proposta educativa, ma i voti e la dimensione "tecnica" dell'apprendimento. Non è questa la competizione sana per la quale ci siamo sempre battuti.