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UNIVERSITA'/ Il fascino della mediana. L'Anvur risponde alle critiche

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Fermiamoci qui. Siamo consapevoli di arare un campo incolto in cui si inciampa continuamente negli ostacoli e gli errori sono inevitabili: e proprio per questo apprezziamo particolarmente l’aiuto che ci è venuto da molti colleghi, la maggioranza. Restiamo in “urgente e umile” attesa di suggerimenti  su criteri che definiscano in termini operativi che cos’è un sistema di valutazione adeguato alle specificità disciplinari, e come si fa a trasformare i criteri di accesso all’abilitazione (che la legge ci impone di fissare) in criteri di indirizzo per l’autonoma valutazione delle commissioni, la cui sovranità è peraltro garantita dalla legge. L’Anvur non può permettersi di agire in un affascinante ambito di “amorevole, lenta ricerca della verità”, ma è costretta in tempi brevissimi a rimettere in moto una macchina ferma da cinque anni, durante i quali l’università ha perso più di cinquemila docenti.



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COMMENTI
07/09/2012 - Un'autodifesa debolissima (segue) (Giorgio Israel)

Non c'è spazio per continuare con gli esempi. Va soltanto notato che l'autodifesa di questo articolo mostra come alla fine si debba sempre ricorrere al giudizio di merito per dire se un meccanismo valutativo è valido oppure no, il che è alquanto ironico. Si dice che non esistono criteri di valutazione liberi di errore. E certo! Chi potrebbe essere così ingenuo o ignorante da credere che esistano siffatti sistemi? Il problema è di vedere se il sistema della peer review sia peggiore dei sistemi bibliometrici. Ed è un affronto all'oggettività che i commissari Anvur tengano conto soltanto degli esempi di distorsioni della peer review e ignorino l'esistenza di una vasta e autorevole letteratura che illustra le ben più gravi distorsioni della bibliometria, per giunta da noi introdotta come "valutazione di stato", caso unico al mondo. Si dice che l'urgenza di rimettere in moto la macchina non consente all'Anvur la lenta e amorevole ricerca della verità. Ma trascurare lentezza e amorevolezza non può arrivare al punto di andare contro la verità.

 
07/09/2012 - Un'autodifesa debolissima (Giorgio Israel)

I commissari Anvur nello spiegarci cos'è la mediana mostrano proprio di non averne compreso l'essenza, poiché quel che conta non è la nozione in sé bensì i parametri cui essa si applica e l'insieme dei dati considerati. Ed è proprio qui che si rivela l'inadeguatezza (per essere eufemistici) di questo approccio. Gli esempi sono innumerevoli e configurano situazioni a dir poco clamorose. Essendo stato valutato "semaforo verde" mi posso prendere la libertà di dire che il "semaforo rosso" conferito a tutti (dico tutti) i colleghi di storia della matematica mostra il carattere scandaloso di questo pretesa valutazione oggettiva. La realtà è che tutti costoro sono ricercatori di alto o altissimo livello mentre gli algoritmi Anvur li bastonano senza pietà. E questo per il semplice motivo che i loro lavori - libri, contributi in libro, edizioni critiche - non esistono nelle discutibilissime base dati utilizzate. È ovvio che uno storico della scienza e della matematica del livello di Enrico Giusti – uno dei maggiori a livello mondiale – siccome scrive e pubblica in italiano, libri ed edizioni critiche, sarebbe finito in coda alla lista, alla stregua di un pezzente. Per sua fortuna è da poco in pensione.