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UNIVERSITA'/ Il fascino della mediana. L'Anvur risponde alle critiche

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Caro direttore,

come Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) abbiamo da tempo deciso di non polemizzare con i nostri critici, utilizzando come canale di dialogo il sito dell’Anvur. Come lettori de IlSussidiario.net vorremmo però entrare nel merito di alcune pesanti imprecisioni di articoli da voi pubblicati negli ultimi giorni, in aperto contrasto con i documenti dell’Anvur (tutti reperibili sul nostro sito).

1. La confusione sulla mediana è pesante: la mediana dei settori non bibliometrici (storici, filosofici, letterari eccetera) non prende affatto in considerazione le citazioni, ma si limita ad indicare una soglia di pubblicazioni che si assume come indicatore di base per accedere all’abilitazione, come commissario o come candidato. La commissione è e rimane sovrana, e può decidere di abilitare candidati che non raggiungono la mediana, ma che hanno lavori di grande valore, oppure di escludere candidati la cui produzione è vasta ma di scarsa qualità. Naturalmente, per evitare arbitrii, queste decisioni di tipo prevalentemente qualitativo andranno adeguatamente motivate.

2. La mediana è il valore che taglia a metà un qualsiasi gruppo: se di cento ordinari venticinque hanno scritto meno di un libro, trenta hanno scritto un libro, e quarantacinque da due in su, la mediana è il valore che cade sulla cinquantesima unità e sarà appunto uno. Secondo il decreto, poiché la mediana deve essere superata, passano il criterio i quarantacinque che hanno almeno due libri. Non pare un concetto di difficile comprensione, e nemmeno particolarmente selettivo: tanto più che è possibile raggiungerla in uno su tre indicatori (il numero delle monografie, il numero degli articoli comparsi in riviste scientifiche o di saggi in volume, il numero di articoli comparsi in riviste prestigiose, definite “di classe A”). Il periodo preso in considerazione sono gli ultimi dieci anni, perché i colleghi “inattivi” anche se di grande prestigio, rischiano di aver perso di vista gli sviluppi recenti della loro disciplina, impegnati magari in altri incarichi.

3. Il fatto che le mediane siano disparate non è segno di inadeguatezza, ma anzi mostra che lo strumento “mediana” registra con buona approssimazione la diversità dei settori concorsuali, anzi dei settori scientifico disciplinari, che hanno percorsi e abitudini di pubblicazione diversi: restando nell’ambito di un solo settore, la psicologia, il numero e il tipo di pubblicazioni degli psicologi del lavoro è assai diverso da quello degli psicologi sperimentali. Se un settore ha mediana “zero” in uno degli indicatori, non significa necessariamente che vada chiuso: magari i ricercatori che vi operano tendono a scrivere non monografie ma articoli (o viceversa). Dei due scriventi, entrambi ordinari e sopra le mediane, Luisa Ribolzi ha scritto sette libri, Massimo Castagnaro nemmeno uno. 



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COMMENTI
07/09/2012 - Un'autodifesa debolissima (segue) (Giorgio Israel)

Non c'è spazio per continuare con gli esempi. Va soltanto notato che l'autodifesa di questo articolo mostra come alla fine si debba sempre ricorrere al giudizio di merito per dire se un meccanismo valutativo è valido oppure no, il che è alquanto ironico. Si dice che non esistono criteri di valutazione liberi di errore. E certo! Chi potrebbe essere così ingenuo o ignorante da credere che esistano siffatti sistemi? Il problema è di vedere se il sistema della peer review sia peggiore dei sistemi bibliometrici. Ed è un affronto all'oggettività che i commissari Anvur tengano conto soltanto degli esempi di distorsioni della peer review e ignorino l'esistenza di una vasta e autorevole letteratura che illustra le ben più gravi distorsioni della bibliometria, per giunta da noi introdotta come "valutazione di stato", caso unico al mondo. Si dice che l'urgenza di rimettere in moto la macchina non consente all'Anvur la lenta e amorevole ricerca della verità. Ma trascurare lentezza e amorevolezza non può arrivare al punto di andare contro la verità.

 
07/09/2012 - Un'autodifesa debolissima (Giorgio Israel)

I commissari Anvur nello spiegarci cos'è la mediana mostrano proprio di non averne compreso l'essenza, poiché quel che conta non è la nozione in sé bensì i parametri cui essa si applica e l'insieme dei dati considerati. Ed è proprio qui che si rivela l'inadeguatezza (per essere eufemistici) di questo approccio. Gli esempi sono innumerevoli e configurano situazioni a dir poco clamorose. Essendo stato valutato "semaforo verde" mi posso prendere la libertà di dire che il "semaforo rosso" conferito a tutti (dico tutti) i colleghi di storia della matematica mostra il carattere scandaloso di questo pretesa valutazione oggettiva. La realtà è che tutti costoro sono ricercatori di alto o altissimo livello mentre gli algoritmi Anvur li bastonano senza pietà. E questo per il semplice motivo che i loro lavori - libri, contributi in libro, edizioni critiche - non esistono nelle discutibilissime base dati utilizzate. È ovvio che uno storico della scienza e della matematica del livello di Enrico Giusti – uno dei maggiori a livello mondiale – siccome scrive e pubblica in italiano, libri ed edizioni critiche, sarebbe finito in coda alla lista, alla stregua di un pezzente. Per sua fortuna è da poco in pensione.