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SCUOLA/ Caos presidi, nuove reggenze e nuove regole. Qual è il giusto "passo"?

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Detto questo, rimane il problema gigantesco delle scuole senza dirigenti (circa 500!) e degli idonei (circa 400) che hanno maturato un diritto attraverso una prova dagli aspetti persino massacranti, e non ce la si può cavare solo auspicando un futuro migliore.

Nei giorni successivi alla sentenza c’è stato un dibattito anche aspro, tra le organizzazioni sindacali, le associazioni e all’interno delle assemblee degli idonei, per individuare gli strumenti per limitare i danni. Tra questi sicuramente non poteva esserci l’assegnazione di incarichi di presidenza, impossibile sul piano legale e foriera di logiche perverse di successiva “sanatoria”. L’Usr Lombardia ha invece accolto la richiesta di conferire reggenze “ a tempo”, in maniera da poter nominare subito i vincitori nel caso in cui la sentenza di merito, prevista a novembre ma forse anticipabile ad ottobre, rigetti il ricorso tendente all’annullamento dell’intera procedura. 

Una decisione sensata, ma che presuppone una linea di difesa davvero capace di mettere in evidenza gli aspetti sostanziali della questione. In particolare, lascia molto perplessi che basti la mera possibilità (“astratta”, appunto) di violare il principio dell’anonimato – senza alcuna prova che ciò sia effettivamente avvenuto − ad invalidare il concorso. Tanto più che tale violazione sembrerebbe solo possibile attraverso l’accostamento della busta a una forte e vicina fonte luminosa, che dovrebbe implicare un comportamento scorretto e volontario da parte della commissione di cui non c’è traccia. 

Ma questo non vuol dire affatto che la vicenda si chiuderà senz’altro positivamente, come imprudentemente si è proclamato da parte di taluni all’indomani della notizia della sospensiva poi annullata dal Consiglio di Stato. Oltretutto, ci sono anche altri aspetti, avanzati dai ricorrenti, che finora sono rimasti in ombra.

Per questo è fondamentale che il ministero arrivi preparato al momento della sentenza per cogliere tutti gli spazi ed evitare la pura e semplice ripetizione delle prove, poiché non è detto che l’“annullamento della procedura” implichi necessariamente questa perniciosa conseguenza. 

In questa direzione si sono infine mossi i documenti approvati dal Consiglio Regionale della Lombardia e l’iniziativa dell’assessore Aprea, che si è incontrata il 6 settembre con le associazioni e i sindacati. Se infatti è vero che occorre al più presto mettere a bando tutti i posti vacanti, prima di tutto è necessario portare a buon fine questo concorso mettendo nel mentre le scuole in grado di funzionare decentemente attraverso l’esonero da parte del Miur dei collaboratori vicari degli istituti privi di dirigente, come richiesto fin dal primo momento dall’Andis, non essendovi alcuna contro-indicazione di spesa.

 



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