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UNIVERSITA'/ Israel: solo la pensione ci può salvare dalla rivoluzione "giacobina"

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Nulla, ovviamente. Anzi, siamo al principio della cristallizzazione assoluta, in cui non c’è spazio per l’innovazione, per le ricerche fuori dai quadri. In un sistema conformista come quello che si profila Einstein non avrebbe neppure potuto pubblicare. Difatti, non è per nulla vero che la bibliometria funzioni nel campo delle scienze “dure”. Si accumulano le testimonianze degli effetti demenziali che essa ha anche in questo campo. Ricercatori di scienze “dure” che hanno pubblicato ottimi articoli in un periodico di prestigio come i Rendiconti dell’Accademia dei Lincei sono bastonati perché i Rendiconti sono indicizzati soltanto dal 2008 in poi... Viceversa gente che fa ricerche di infima qualità ha numeri altissimi per il semplice motivo che si autocita o si cita a vicenda. Ma, come si diceva, chi se ne importa. Perché è troppo allettante la prospettiva di fondare sulla statistica scientometrica nuovi assetti di potere ancor più “baronali” delle vecchie “baronie”. Rileggere Il Gattopardo.

 

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COMMENTI
10/09/2012 - suicidio culturale (Paolo Francini)

Una catastrofe culturale. Questo meccanismo mostruoso e follemente automatizzato è un delirio di onnipotenza di stampo tecno-burocratico. E' avvilente che la comunità scientifica di un intero paese si trovi ad abdicare ad uno dei compiti basilari di tutte le comunità scientifiche (saper discernere e valutare meriti e valori di chi vi opera) e deleghi tutto ciò a un surreale algoritmo deterministico e insieme arbitrario, basato sul computo della disseminazione dell'impatto editoriale (in termini di citazioni ottenute). Ma non ci si rende conto che i medesimi parametri che - a bocce ferme - possono (in linea di massima) anche essere fattori connessi statisticamente, in modo più o meno sensato, all'influenza e presenza in letteratura di un autore, quegli stessi parametri, se codificati e assunti come fattori dirimenti, divengono obiettivi manipolabili e perseguibili di per sé, indipendemente dalle qualità da cui tali fattori dovrebbero derivare (cessano pertanto di essere misuratori affidabili di quanto intendono misurare)? Anche ammesso che la diffusione delle citazioni sia espressione di qualità scientifica, se questa è alla radice sostituita dalle citazioni, molti protenderanno i propri sforzi unicamente nell'organizzazione dei colossali grovigli citazionistici. Facile e sicuro. Ed eccoci alla realtà sostituita da una sua delirante rappresentazione. La scienza che tende a ridursi ad arte delle pubbliche relazioni. Un tentativo di suicidio culturale in piena regola.