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SCUOLA/ Concorso presidi, decidono Sandy e i giudici

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Tra i punti da chiarire, infatti, vi era ancora da accertare la tipologia delle buste: infatti, gli avvocati dei ricorrenti hanno sostenuto che le buste utilizzate per il concorso fossero quelle prodotte dalla ditta Litograph di tipo “Bus 20” mentre quelle analizzate nella relazione tecnica dell’Istituto Poligrafico di Stato, richiesta in precedenza dall’Ufficio Scolastico lombardo, erano della ditta Pigna, di tipo “Sandy”.

La decisione di merito era attesa per il 15 gennaio 2013. Peccato che nel frattempo anche il perito che era stato nominato, un professore di Scienze merceologiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, sembra che abbia rinunciato all’incarico, con l’effetto di un possibile ulteriore ritardo. Staremo a vedere cosa accadrà nei prossimi giorni.

Di fronte ad una situazione così confusa e in costante evoluzione, un dato è però certo: ancora una volta l’ultima parola sull’esito delle procedure concorsuali della scuola spetterà alle aule dei tribunali amministrativi. Forse è davvero giunto il momento di porsi alcuni interrogativi: fino a quando la nostra scuola potrà continuare ad andare avanti in una situazione di costante emergenza e incertezza? Fino a quando si potrà accettare che la selezione dei dirigenti scolastici (così come quella dei docenti) venga decisa sempre di più a colpi di ricorsi e perizie tecniche nelle aule giudiziarie? La confusione sembra avere l’ultima parola. È perciò evidente che c’è qualcosa che non va e che non è più possibile andare avanti così: se il nostro Paese vuole davvero sperare in una nuova fase di crescita, deve tornare ad occuparsi seriamente del suo sistema scolastico, cercando soluzioni audaci e innovative, pur senza dimenticare il difficile e “intricatissimo” contesto normativo entro cui ci si deve muovere.

In questo senso, sarà interessante scoprire, nei prossimi giorni di campagna elettorale, quali saranno (se ci saranno…) le proposte su questi temi delle varie formazioni politiche che si contendono la guida del Paese. Nella speranza che a prevalere nel dibattito non siano slogan più o meno urlati da contrapposte tifoserie, ma una seria e leale discussione nel merito dei contenuti.

 

Twitter @Francesco_Magni



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COMMENTI
16/01/2013 - Intricatissima cornice normativa? (Franco Labella)

La premessa iniziale era interessante: riportare il brano della motivazione del TAR serviva a far capire che in Molise la questione era abbastanza semplice, non intricata, da un punto di vista normativo o meglio di mancato rispetto della normativa. La conclusione dell'articolo parla invece di quadro normativo "intricatissimo" sia pur virgolettato. Ma non sarà che c'è una coazione a ripetere e cioè il non tener conto anche di norme piane e non equivocabili? L'ultima riprova l'abbiamo con la vicenda della sorveglianza al concorso a cattedra. Le prove scritte previste in giorni di attività didattica sospesa da alcuni calendari scolastici regionali e un direttore USR che parla di possibile precettazione dei docenti quando è notorio che la precettazione è una misura prevista per gli scioperi e quando è notorio (l'ha scritto anche Pellegatta qui parlando di volontariato) che la sorveglianza non rientra tra i compiti dei docenti. Quadro normativo intricato o farsi beffa delle norme? Domanda semplice, anche rozza nella sua stringatezza, come sempre quando le domande le pongo io. Mi piacerebbe conoscere l'opinione di Magni. Il passo successivo sarebbe, poi, chiedersi perchè si violano, consapevolmente le norme e si comprano, consapevolmente, le buste trasparenti? Tutto per poter far scrivere Magni? O per leggere altri articoli sulla Magistratura anche amministrativa brutta, cattiva ed anche capziosa?