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SCUOLA/ Concorso presidi, decidono Sandy e i giudici

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Con la sentenza pubblicata lo scorso 7 dicembre 2012, il Tar del Molise ha annullato il concorso per dirigenti scolastici: a rischio quindi gli 11 vincitori (i candidati in partenza erano stati 259 a fronte di 16 posti messi in palio dal Ministero). I ricorrenti hanno lamentato la presenza all’interno della commissione esaminatrice di un rappresentante sindacale.

Il tribunale amministrativo ha innanzitutto ricordato che «la commissione esaminatrice è l’organo preposto, in via esclusiva, alle operazioni relative all’espletamento delle prove concorsuali e alla valutazione dei candidati partecipanti al concorso pubblico» e che la composizione delle dette commissioni deve avvenire «esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime, che non siano componenti dell'organo di direzione politica dell'amministrazione, che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali» (cfr. art. 35, comma 3, lett. e) del D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165). Tale previsione ha lo scopo «di evitare che siano deputati alla scelta, in sede di pubblico concorso, soggetti che, in qualche modo, potrebbero non garantire una posizione d’imparzialità, per la loro connotazione politica, associativa o sindacale». Perciò, la comprovata presenza di un rappresentante sindacale nelle fila della commissione esaminatrice fa venire in essere «una causa d’incompatibilità riguardante un componente» che «rende illegittima la composizione dell’intera commissione concorsuale, essendo essa un collegio perfetto e, di conseguenza, tutte le operazioni dalla stessa compiute».

Per questo motivi il Tar del Molise ha annullato l’intera procedura concorsuale, compresa la graduatoria finale. Questa decisione si inserisce in un quadro molto complesso e incerto per i concorsi per i dirigenti scolastici. La sentenza del Tar Molise potrebbe ora avere una replica anche nel Lazio: anche in quel caso, infatti, sono stati individuati due rappresentanti sindacali all’interno delle commissioni giudicanti.

Il Consiglio di Stato, con due ordinanze dello scorso 25 ottobre, ha accolto l’istanza cautelare, riformando così la precedente decisione del Tar del Lazio e invitando a fissare con urgenza l’udienza di merito sul ricorso. Anche in questo caso si rischia il caos, con l’annullamento dell’intera procedura concorsuale. Infine, il concorso è stato annullato anche in Lombardia, ma per motivi del tutto differenti: a detta del Tar di Milano, le buste utilizzate per sigillare i compiti scritti sarebbero state trasparenti e non avrebbero garantito così l’anonimato durante la correzione.

Com’è noto, a settembre i posti per i 355 vincitori lombardi sono stati “congelati” e assegnati a presidi “reggenti”, titolari anche di un’altra scuola. Dopo una prima perizia volta ad accertare l’eventuale trasparenza delle buste, il 20 novembre scorso il Consiglio di Stato avrebbe dovuto esprimersi, prendendo così una decisione definitiva, che però è stata rimandata, ordinando un’ulteriore perizia tecnica sulle buste.



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COMMENTI
16/01/2013 - Intricatissima cornice normativa? (Franco Labella)

La premessa iniziale era interessante: riportare il brano della motivazione del TAR serviva a far capire che in Molise la questione era abbastanza semplice, non intricata, da un punto di vista normativo o meglio di mancato rispetto della normativa. La conclusione dell'articolo parla invece di quadro normativo "intricatissimo" sia pur virgolettato. Ma non sarà che c'è una coazione a ripetere e cioè il non tener conto anche di norme piane e non equivocabili? L'ultima riprova l'abbiamo con la vicenda della sorveglianza al concorso a cattedra. Le prove scritte previste in giorni di attività didattica sospesa da alcuni calendari scolastici regionali e un direttore USR che parla di possibile precettazione dei docenti quando è notorio che la precettazione è una misura prevista per gli scioperi e quando è notorio (l'ha scritto anche Pellegatta qui parlando di volontariato) che la sorveglianza non rientra tra i compiti dei docenti. Quadro normativo intricato o farsi beffa delle norme? Domanda semplice, anche rozza nella sua stringatezza, come sempre quando le domande le pongo io. Mi piacerebbe conoscere l'opinione di Magni. Il passo successivo sarebbe, poi, chiedersi perchè si violano, consapevolmente le norme e si comprano, consapevolmente, le buste trasparenti? Tutto per poter far scrivere Magni? O per leggere altri articoli sulla Magistratura anche amministrativa brutta, cattiva ed anche capziosa?