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SCUOLA/ Perché la crisi (non) sta cambiando il portafoglio (e la testa) degli studenti

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Gli autori, convinti che la paghetta fosse una buona leva dell’educazione finanziaria, lo sperimentarono per otto anni a New York con la figlia Francesca, sotto lo slogan “Bisogna saper spendere... e si impara da piccoli!”. A 14 anni appena compiuti Francesca si dimostrò pronta a tutto ciò, quando disse ai più contenti che stupiti genitori: “Ho quattordici anni compiuti da un pezzo e credo che sia ora di ... avere la mia copia delle chiavi di casa; andare a scuola da sola; avere la mia carta di credito, perché è cool; comprare un giaccone invernale Peacot al posto dell’infantile piumino che porto sempre; lasciare lo zaino con le rotelle, che è dorky (che è l’opposto di cool spiegano gli autori), e passare a una borsa Messenger a tracolla; e prendermi un portafoglio da grande”.

Quali allora possono essere le agenzie educative migliori per l’educazione finanziaria ai tempi della crisi? La risposta non può essere univoca, occorre partire da presupposti comuni per una educazione compiuta, dove la scuola, la famiglia e la vita convergano verso obiettivi e criteri condivisi, quelli della costruzione della personalità, del forte legame dell’apprendimento sul come compiere queste scelte con la realtà, del ragionare sulle relazioni tra le scelte personali e quelli dotate della massima ricaduta utile sull’insieme della società. 

La finanza e l’economia non sono campi facili da studiare e apprezzare, oggi soprattutto. Per molti giovani si sta creando una situazione di crescente schizofrenia, quella di essere sempre più liberi di realizzare sempre di meno. Il criterio di saper dosare le scelte alle risorse e di saperle compiere in modo equilibrato è un criterio fortemente educativo, che la crisi ahimè impone. Il titolo provocatorio “Questa volta è diverso” posto al bel libro di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff (2010) ci ricorda che la natura umana cambia molto molto poco nel corso del tempo, ma anche che dai momenti di difficoltà ciascuno può imparare qualcosa.

 



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COMMENTI
19/01/2013 - Perché Profumo e Castrovilli latitano.... (Franco Labella)

Il pregevole articolo di Castrovilli mette in rilievo, ancora una volta e se ce ne fosse bisogno, quanto sia stata improvvida l'idea realizzata dalla giovane ex-Ministro Gelmini e mantenuta dall'attuale Ministro Profumo di eliminare lo studio del Diritto e dell'Economia nelle scuole superiori italiane "riordinate". Tempo fa una paginata del Sole 24 Ore ed alcune "entusiastiche" iniziative ministeriali (seminari di Tivoli ecc.) a cui era presente come relatore anche Castrovilli annunciavano per giugno (di quale anno non era specificato in effetti) un ddl Profumo sull'Educazione finanziaria. Si sono persi, l'intenzione ed il DDL, nei meandri di Viale Trastevere. Si era indaffarati, con l'essenziale Liceo sportivo dove si studierà Economia dello sport. Per ora dell'Educazione finanziaria se ne occupano, in alcune scuole anche lombarde, pensate un po', le banche del Consorzio Patti Chiari. Che è come affidare a Dracula la gestione di un centro trasfusionale. Ma è perché pure noi, come cantava Carosone, vogliamo fare gli americani (senza la K), solo che lì c'è Occupy Wall Street e noi abbiamo, invece, l'Occupy the school. Si spera che fra le novità del futuro ci siano meno paginate e più concretezza. Soprattutto meno propaganda e consigli per gli acquisti. Giusto per evitare che i nostri studenti ritornino alla "Giornata del Risparmio". Nel ricordo della mia infanzia, qualche decennio fa, era il massimo... Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto ed Economia