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SCUOLA/ L'iscrizione online? Strizza l'occhio alle bocciature…

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Se anche si avesse un temporaneo appesantimento a livello decentrato (e non è così), si guadagnerebbe in quel principio che citavo sopra: dati più affidabili, visione di insieme, migliori capacità di programmazione, diminuzione di quei giochetti che spesso si nascondono dietro la segretezza e mancata centralizzazione dei dati (le doppie iscrizioni, i nulla osta ritardati, l’allungamento dei processi amministrativi).

Nell'informatizzazione del processo di iscrizione c’è anche un elemento che sino ad ora è stato trascurato. Se aumenta l’efficienza sarà possibile, gradualmente, spostare in avanti nel tempo il periodo della scelta e ne guadagneranno le attività di orientamento.

Il tentativo di centralizzare le informazioni si scontra all’inizio con la diversificazione dell’offerta interna alle scuole (gli indirizzi, le articolazioni, le lingue straniere, le attività alternative all’insegnamento della religione). Questo è un problema reale che, proprio in questi giorni, viene sistemato dalle segreterie scolastiche che intervengono e precisano la modulistica che le famiglie vedranno dalla prossima settimana. Rimarrà qualcosa da sistemare con l’interazione diretta. Ovviamente qualche associazione professionale e sindacale ha chiesto di rinviare. Ma va?

Ma la privacy? Secondo qualche giornale qualche famiglia direbbe: “ma io non voglio fornire il mio indirizzo e-mail alla pubblica amministrazione”. E perché non si dice anche: “io non voglio fornire il mio indirizzo di residenza”? 

Siamo uno strano paese. Normalmente ci si lamenta della burocrazia, delle carte inutili, delle code agli sportelli, dei costi della pubblica amministrazione. Quando poi partono i processi di semplificazione c’è sempre qualcuno che se ne dimentica e sogna la penna d’oca.

Non sono tra quelli che pensano che aver snellito le procedure burocratiche e aver fatto circolare in tempo reale l’informazione voglia dire aver risolto i problemi della scuola italiana, ma certamente significa togliere di mezzo alcuni intoppi e risparmiare tempo ed energie per le cose serie.

Faccio un esempio e concludo: qualcuno afferma che l’introduzione del registro elettronico e la comunicazione in tempo reale di informazioni scuola-famiglia faccia male al rapporto educativo perché i genitori smetterebbero di presentarsi a scuola. 

Tipica confusione tra cause ed effetti. Se uno veniva ai colloqui solo per conoscere i voti è evidente che non ci verrà più. Aveva una cattiva concezione del ruolo della scuola e la mantiene anche dopo la messa on line delle informazioni. Qualche docente di scuole dove il registro elettronico è in uso mi ha fatto osservare che si sta rivelando quasi inutile il ricevimento settimanale (perché viene molta meno gente) e aumenta invece la richiesta per gli incontri pomeridiano-serali in cui sono presenti tutti i docenti e in cui si può meglio ragionare dei problemi anziché dei voti.

Le componenti relazionali, quelle emozionali del rapporto educativo non vengono meno. Questa è una battuta, e prendetela davvero come tale. Diceva una mia collega ormai in pensione da molti anni che “gli studenti allucinanti bisogna bocciarli finché sono piccoli perché se no diventano grandi e fanno i genitori”.



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COMMENTI
22/01/2013 - L'on line? Strizza l'occhio alle soluzioni all'ita (Franco Labella)

...liana. Il mondo è bello perché è vario e non commenterò, perciò, il tono del nuovo "entusiasta tecnologico". Mi piacerebbe, però, che, scrivendo un articolo, si mettesse in condizione il lettore di capire. Se non ho capito male Cereda opina che l'Istat ed altri rilevatori raccontino fesserie che la sua esperienza di uomo di scuola può smascherare. Vuol provare a farci capire quali sono i dati incongrui? Cereda sottolinea alcuni vantaggi dell'informatica intesa in senso etimologico. In questi giorni ha letto le rassegne stampa? Tutte raccontano, invariabilmente di cartaceo che duplica l'immissione on line negando la premessa di Cereda sui duplicati. Sarà anche colpa di suoi colleghi infingardi e di ancor più disorganizzati uffici di segreteria (lo scrive lui, non io anche se non usa infingardi) ma se il problema esiste lo ignoriamo in vista dei futuri vantaggi? Non vorrei ricordare la famosa massima del pesce e dell'insegnare a pescare ma, forse, Cereda potrebbe informarsi del programma "Un pc per famiglia". L'hanno realizzato anni fa non in Lombardia o in Toscana ma nel profondo Sud, in Basilicata. Nel frattempo, però, non hanno imposto alle famiglie procedure informatizzate prima della informatizzazione. E in ultimo: Maria Pia Veladiano è una sua collega, preside anche lei. Perchè le sensazioni dell'uomo di scuola Cereda sono sicuramente più scientifiche di quelle della sua collega Veladiano? Discutere nel merito no? Magari con dati alla mano delle scuole.

 
21/01/2013 - l'iscrizione telematica sul sito della scuola (sergio bianchini)

Caro Cereda, si poteva disporre che ogni scuola, sul proprio sito, ricevesse le iscrizioni per via telematica e consolidasse quelle di chi non sa usare il PC. Mi sembra assurdo che una scuola metta una persona vicino ad uno che non sa usare il PC per aprire il sito del ministero che POI invierà le iscrizioni alle scuole. Ancora una volta la mentalità verticistica e centralistica enfatizza i processi e non attiva la modernizzazione degli istituti scolastici cioè la famosa autonomia, che ormai tutti si sono dimenticati. La discussione, anche tua, verte tra modernismo e centralismo entrambi centralisti. L'autonomia degli istituti scolastici, anche il minimo accenno ad essa è ormai morto. Peccato. Ciao, Bianchini

 
21/01/2013 - no comment (Sergio Palazzi)

Caro Cereda, a me sembrerebbero delle verità quasi banali, da non aggiungere nè togliere una parola. Ma abbiamo visto che non tutti la pensano così e quantomeno non riescono a distinguere tra mezzi e fini, cause e conseguenze. Poi, al solito, uno si fa delle domande sul declino del nostro sistema educativo...