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SCUOLA/ Le ragioni di Charles Péguy sono più forti di quelle dell'Invalsi

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Se questo è il compito della scuola, una seria autovalutazione dovrà tenerne conto, confrontando un significativo numero di fattori con il senso per cui la scuola esiste. La vera domanda allora diventa: quali sono i segnali, i fattori da tener presente per verificare se il giovane studente sta crescendo nella consapevolezza di sé e della realtà, così da poter diventare un soggetto adulto, ragionevole, libero e responsabile nella società? Non è detto infatti che una scuola all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, ricca di offerte extracurricolari, eccellente nei risultati delle prove Invalsi sia automaticamente garanzia dello “sviluppo armonico e integrale della persona”: l’educazione non è il risultato scontato di una somma di fattori.

E ancora: chi può aiutare le persone che fanno scuola nella loro riflessione personale e in quella comunitaria (si pensi ai consigli di classe, ai collegi docenti, alle riunioni di area disciplinare) a tenere in considerazione tali fattori? 

Sicuramente gli studenti stessi e i loro genitori, quando la condivisione della mission della scuola è tale da permettere di superare la conflittualità scuola-famiglia, spesso alimentata dai giornali e dal gossip.  Fondamentale infatti è l’apporto dei genitori nel fornire elementi di valutazione ai docenti circa aspetti dello studente che loro non hanno la possibilità di osservare. 

Ben venga anche il prezioso lavoro che l’Invalsi sta conducendo in questi ultimi anni: attraverso prove strutturate e questionari ha la possibilità di fornire dati sul sistema di istruzione dell’intero Paese altrimenti irraggiungibili al singolo istituto, il quale trova in essi elementi di paragone senza i quali sarebbe inevitabilmente autoreferenziale. Lo stesso dicasi di ricerche condotte da altri enti (penso ad esempio al Rapporto della Fondazione Agnelli sulla scuola). 

Anche il ministero dell’Istruzione, a condizione che si concepisca al servizio delle scuole e non soggetto dell’istruzione e dell’educazione dei giovani, può offrire alle singole scuole utili strumenti per l’autovalutazione (penso ad esempio alle varie edizioni delle Indicazioni nazionali, da leggersi come linee guida per la predisposizione dei curricula e non programmi da eseguire, che suggeriscono alcuni importanti fattori da tener presente nella valutazione della crescita culturale dei propri studenti).

Da ultimo anche i mass media possono rendersi utili all’autovalutazione delle singole scuole se, invece che dar voce a inutili e dannosi luoghi comuni sulla scuola, si impegnano a portare a conoscenza di tutti le buone pratiche, gli esempi virtuosi di scuole rispondenti al loro compito, i tentativi messi in atto per favorire la crescita dell’interesse alla conoscenza e allo studio dei loro alunni. Quando si desidera migliorare, infatti, è fondamentale il paragone con una realtà che ha realizzato il miglioramento auspicato. Perché ciò che è accaduto a qualcuno diventa possibile per tutti.



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