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SCUOLA/ Perché la Giornata della Memoria non smuove la ragione?

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Adolf Hitler con alcuni suoi generali (Immagine d'archivio)  Adolf Hitler con alcuni suoi generali (Immagine d'archivio)

E' in questa terra di mezzo che ho trovato un punto interessante, un punto da cui ripartire. Me l'ha offerto Sophie Scholl. Aver partecipato con la classe quinta ad una rappresentazione teatrale della Compagnia del Teatro di Bolzano è stato decisivo: nel confronto tra la giovane Sophie e l'ispettore Mohr è esplosa la questione della memoria. Cioè che l'uomo deve decidere se stare ad un meccanismo, e quindi sopravvivere, oppure se vivere! E' una decisione che porta a scegliere se vivere o sopravvivere (e Sophie Scholl avrebbe potuto aver salva la vita!), una decisione che ha come origine la coscienza, che dipende tutta dalla coscienza.

Per questo la Giornata della memoria è la giornata della coscienza: e la coscienza di Sophie Scholl sceglie la vita e non la sopravvivenza, perché è rapporto con il Signore della vita, come lei stessa testimonia rivolgendosi al crocifisso: «Io Ti supplico dal profondo del mio cuore, e mi rivolgo a Te, mi rivolgo a Te che sei uno solo… In Te soltanto trovo la mia salvezza. Non abbandonarmi, non abbandonarmi, ti prego, mio buon Dio, mio glorioso Padre. Amen».



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