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SCUOLA/ "Solo 1 mese di vacanza": perché Monti è tornato indietro?

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Ma il punto più debole del “sindacal-burocratismo scolastico” è proprio là dove questo sembrerebbe più forte e cioè nella difesa delle esigenze della mamma lavoratrice. Quando sento la strenua difesa del tempo pieno in nome della mamma lavoratrice mi cadono le braccia, perché in 30 anni ho visto mille volte quanto si arrabbino le mamme lavoratrici per la chiusura attuale delle scuole per circa 4 mesi l’anno (tre mesi in estate più Natale e Pasqua, più ponti e superponti) e gli sforzi che i comuni fanno per mettere in campo i centri estivi sempre insufficienti seppure a pagamento. Tra l’altro il tempo pieno termina alle 16.30 alle elementari ed alle medie si svolge solo due pomeriggi alla settimana. Cosa fa la lavoratrice madre che termina tutti i giorni alle 17.30? 

Il Pd vuole scuole aperte “per la didattica” e contemporaneamente nega all’intrattenimento (prescuola e postscuola) valenza didattica obbligando i comuni a svolgerlo. Ma allo stesso tempo attribuisce solennemente valenza didattico-formativa alle due ore al giorno di intervallo mensa delle elementari dove, nei cortili assolati o nei corridoi bui dei giorni piovosi, i bambini giocano mentre le maestre chiacchierano.

Che vergogna. Si parla poi di fondi statali investiti nella costruzione e manutenzione delle scuole che tutti sanno essere a carico di comuni e province. Da dove questa insistenza? Dal fatto che in mezza Italia non si fa né costruzione né manutenzione e le scuole cadono a pezzi perché comuni e province spendono solo per stipendi a gente che non serve.

Certo che cambiare davvero senza creare sconquassi non è semplice. Eppure lo potrebbe essere, purché non si tema di sembrare banali e quindi finire sotto le affilatissime spade dei professoroni di alta qualità difensori dello statu quo.

Ad esempio ridurre le ore di lezione da 60 a 45 minuti consentirebbe di introdurre per tutti il sabato libero con 4 ore e mezza di lezione negli altri 5 giorni canonici, come ad esempio avviene in Baviera o Finlandia o Danimarca, dove lo studente è molto meno stressato che da noi ed impara di più. Il tesoretto di tempo docenza risparmiato potrebbe in parte essere usato per risparmiare, in parte per attività mirate di recupero, in parte per espandere l’offerta formativa opzionale ed anche l’intrattenimento davvero necessario per genitori che lavorano e per bambini e ragazzi poco gestiti. Infatti a parità di spesa, svolgendo 30 ore settimanali di 45 minuti, il curricolo annuale passerebbe da 1000 a 750 ore annue, assolutamente europee, ed ogni docente risparmierebbe 4,5 ore settimanali alle medie e superiori e 5,5 ore settimanali nelle elementari lasciando invariato il contratto. Proprio questo risparmio potrebbe essere lasciato alla libera decisione dell’autonomia scolastica e quindi essere giocato sulle effettive esigenze dell’utenza.

Una prospettiva del genere sarebbe facilmente applicabile. Molto più difficile è cambiare il contratto del personale della scuola di Stato, che sarebbe il vero strumento forte di innovazione, equiparando il personale statale a quello regionale o almeno introducendo la figura del docente a tempo pieno su basi volontarie.  

Il pessimismo continua a prevalere; io invece ho l’impressione che ormai le voci che si levano a smascherare il quadretto, costosissimo e inefficientissimo, dei difensori della scuola attuale vadano moltiplicandosi, e che la deflagrazione del sindacal-statalismo forse sia vicina. 



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COMMENTI
02/02/2013 - La notizia è vera? Monti smentisce (Franco Labella)

Ho letto con attenzione il lungo articolo di Bianchini. Egli parte, però, da una premessa che Monti ha definito frutto di disinformazione voluta, anzi veramente ha dato ai propalatori come Bianchini la veste di agenti del KGB visto che ha testualmente usato il termine disinformatjia. Monti sostiene che non si sia mai parlato dell'ipotesi sulla quale Bianchini ha costruito il suo lungo articolo. Fino a prova contraria dobbiamo seguire Monti e non Bianchini. Pur con questa premessa non voglio solo associarmi alle considerazioni già fatte da Pascuzzi circa la irrrealtà dell'analisi che vorrebbe Gelmini, Profumo e non si sa chi altri frenati nell'impeto riformatore dalla solita CGIL (Bianchini, va bene che è rimasto alla guerra fredda e al KGB ma nella sua verde Lombardia l'hanno informata che la CGIL Scuola da tempo non esiste più?). Il quadro della verde scuola nel futuro di Bianchini sembra funzionale, idilliaco e persino rivoluzionario. Vista la limitatezza dello spazio due sole domande: la scuola "finlandese" di Bianchini come gestirebbe gli apporti dell'esterno ipotizzati dal Preside? Ancora: Bianchini ha dei dati sul grado di diffusione nazionale e lombarda delle quote di flessibilità sia quelle dell'autonomia che quelle finte del riordino gelminiano? Sarei curioso di associare i miei limitati dati (relativi solo alla diffusione dell'opzione per salvare l'insegnamento del Diritto) ai copiosi dati sicuramente in possesso di Bianchini. Aspetto fiducioso.

 
01/02/2013 - Incredibile il Miur è ostaggio della Cgil! (Vincenzo Pascuzzi)

1) Mario Monti cerca di rimpolpare la sua Agenda elettorale inconsistente per quanto riguarda la scuola. Ma ha poco senso confrontarsi su un'ipotesi di scuola aperta 11 mesi su 12 se è avulsa da un programma complessivo e completo, che indichi anche altre questioni, le risorse finanziarie, i tempi. Così sembra un po’ come parlare del tetto o dell’attico di un edificio ignorando le fondamenta e tutto il resto. 2) Risulta molto scarsa la credibilità delle promesse elettorali di TUTTI i partiti, in particolare se sono in contrasto con l’attività esplicata al governo o anche all’opposizione. Sappiamo tutti che Monti elogiò Marchionne e Gelmini di cui - con Profumo – ha proseguito l’opera. Perciò è sospetta l’intenzione dichiarata in Agenda di “inversione di rotta”. 3) Scelta Civica dovrebbe dire qualcosa di preciso anche su edilizia scolastica, su classi-pollaio, su dispersione al 20%, sul calo, nell’ultimo decennio, di 58mila matricole universitarie e magari se su queste situazioni non ci sia stata la responsabilità di chi ha governato in questi anni. 4) Sergio Bianchini esagera quando accolla le responsabilità al presunto “modello” o “teorema sindacal-burocratico-corporativo“ cioè alla sinistra, al Pci, alla Cgil. Fino a prova contraria, questi tre soggetti hanno dovuto subire il taglio di 8 mld e la riduzione di 132mila fra docenti e ata; nulla hanno potuto contro la determinazione di Gelmini & C. Oppure c’è stato un …. accordo segreto Cgil-Miur?