BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Concorso e dintorni: esistono test buoni o sono tutti "cattivi"?

Pubblicazione:

Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

Come ho detto prima, preferisco non chiamarli “quiz”! Questo termine viene usato correntemente per indicare cose molto diverse tra loro, accomunandole impropriamente. Penso che l’apprendimento e quindi la valutazione degli allievi debba avere come obiettivo competenze di diversi tipi. Alcune competenze complesse devono essere sviluppate e messe alla prova attraverso compiti impegnativi e articolati: temi, relazioni, problemi, progetti, attività di gruppo. Ma anche le prove standardizzate, che comprendono sia quesiti a scelta multipla, sia quesiti a risposta aperta semplice, possono dare informazioni interessanti su competenze per nulla banali. Queste informazioni sono utili in primo luogo agli studenti e alle loro famiglie, ai loro insegnanti. Consentono a chi sostiene le prove di sapere come si colloca rispetto a opportune popolazioni di riferimento e di prendere decisioni su come orientare il proprio lavoro e il proprio cammino a seconda dei propri fini. Studenti e candidati dovrebbero essere i primi a gridare: vogliamo sapere cosa sappiamo! La valutazione è un diritto.

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
08/01/2013 - Non sono buoni o cattivi, servono oppure no (Franco Labella)

Chiedo venia al redattore e al prof. Anzellotti ma credo serva riscrivere il titolo. Non so se è l'ora, la fretta perché devo andare a scuola o i miei evidenti limiti di comprensione e sintesi ma il senso generale dell'intervista mi pare lasciare poco spazio alla conclusione finale. La valutazione è un diritto ma a pro di che? Perché se lo strumento non è adeguato (e non ho spazio per riprendere tutte le obiezioni dell'esperto) la conclusione è una sola, tranchant e rozza: queste prove preselettive, affrettate e poco meditate non sono servite allo scopo. Lo scopo era individuare i migliori. E' stato raggiunto? Se la risposta è no non credo serva arrampicarsi sugli specchi. Credo che prima o poi ci capiterà di leggere un commento di Giorgio Israel. Lo attendo e lo sollecito se il professor Israel me lo permette e permette che lo tiri, come si dice, per la giacchetta.