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SCUOLA/ Parità e disabili, il decreto Carozza tradisce la sinistra

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L'aula del Senato (Infophoto)  L'aula del Senato (Infophoto)

Come accade per i finanziamenti, anche per le risorse statali destinate alla disabilità esiste in Italia una piramide rovesciata: per le elementari convenzionate sono assegnati 806 euro l'anno per ogni ora di sostegno riconosciuta (da 5 anni l'importo che viene dato alle scuole per le classi convenzionate non aumenta neppure se servono maggiori ore per il sostegno). Per la scuola media e per la scuola superiore il contributo statale va da 300 a 2000 euro l'anno complessivi ad alunno, a  prescindere dalle necessità certificate. La legge 62 chiede giustamente che le scuole paritarie accolgano gli alunni portatori di handicap, ma con che fondi? Mi sarei aspettata che in questo provvedimento che interviene in modo consistente per dare stabilità a 26mila docenti di sostegno delle scuole statali, si fossero destinate almeno delle briciole anche per i disabili che frequentano le scuole paritarie. 

Siamo sicuri che  contraddire continuamente una logica di tipo sussidiario aiuti a migliorare la qualità della scuola e a mettere al centro veramente  gli studenti? In un momento di crisi come questo lo Stato deve garantire le condizioni perché nelle scuole autonome, statali e paritarie gli insegnanti e i dirigenti possano lavorare al meglio e deve cercare di  sostenere le famiglie nella loro scelta educativa, senza costringerle ad assurdi sacrifici.

Solo una logica sussidiaria può fare ripartire la scuola italiana, per questo l'emendamento che  allarga il decreto scuola a tutto il sistema nazionale di istruzione e formazione è essenziale. Senza questo "dettaglio" il provvedimento non può che tradire i motivi per cui è stato fatto.

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COMMENTI
10/10/2013 - disabili nelle paritarie (Massimo Carriero)

Solo per dire che sottoscrivo IN PIENO quanto affermato dalla dott.ssa Ugolini. Sono genitore di alunna disabile che frequenta una scuola media inferiore paritaria, in seconda media. Per ovviare al problema dei fondi per il sostegno nelle scuole paritarie, con un gruppo di genitori ci siamo "inventati" una onlus che fa vero e proprio fund raising ed eroga contributi a famiglie che, oltre a pagare la retta "base", deve sobbarcarsi (in tutto o in parte) l'onere scoperto per l'insegnante di sostegno nella paritaria. Noi, nel nostro piccolo, facciamo vera sussidiarietà, cambiano i governi (di destra, di centro, cattolici, etc..) ma la miopia rimane!! A volte mi verrebbe voglia di invitare tutte le famiglie che mandano i loro figli nelle paritarie a recarsi, di punto in bianco, e bussare alla porta dello stato per iscriversi alle scuole "statali": lo stato sarebbe costretto a rispondere, non può negare un diritto sancito e riconosciuto! Sarei curioso di vedere la reazione dei nostri governanti... In realtà siamo ben contenti di fare gli enormi sacrifici che facciamo, ma a volte siamo anche un po' arrabiati... Saluti