BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Ziglio (Enaip): decreto Carrozza, ecco l'errore che moltiplica i disoccupati

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Senza il contributo decisivo della formazione professionale al contrasto dell'abbandono scolastico, resteremmo, perché lo siamo ancora, agli ultimi posti nell'Ue, ma con tassi di abbandono ben più elevati. Forse non è un caso che la geografia dei tassi regionali di abbandono scolastico coincida abbastanza con la geografia dei sistemi di formazione professionale. 

Sono i numeri delle Regioni in funziona l'Iefp a darci ragione, e non sono solo quelli del recupero dell'abbandono scolastico. La domanda di formazione professionale da parte dei giovani e delle famiglie cresce rapidamente: gli iscritti all'Iefp sono passati dai 23.500 del 2003/2004 agli oltre 280.000 del 2012/2013 dei quali solo 130.000 − per mancanza di finanziamenti − nelle strutture di formazione professionale accreditate dalle Regioni, a fronte di un numero di richieste molto più elevato soprattutto nel Nord. È probabile che gli esclusi siano andati ad aumentare la già alta percentuale degli abbandoni scolastici. Il 16,5% degli iscritti a livello nazionale sono stranieri, più del doppio nelle concentrazioni del Nord, provenienti non solo dall'abbandono scolastico, poiché molti giovani stranieri nemmeno tentano l'accesso alla scuola superiore. Molti settori dell'economia del Nord dovranno affidarsi a loro in futuro.

Sarebbe fuorviante dedurre da questi numeri che la formazione è "buona" perché si occupa dei più disgraziati. Ne è capace, non solo per la sua vocazione sociale, ma soprattutto perché sa essere eccellente per tutti i giovani interessati a percorsi professionali qualificati.

Per questo, dopo l'insistenza sulla dimensione di istruzione generale della formazione professionale – perché è vero che essa sa insegnare a leggere, scrivere, far di conto e cavarsela nel lavoro e nella vita anche a chi non l'ha imparato a scuola – bisogna evidenziare gli esiti occupazionali, anche se della formazione non abbiamo una visione obbligatoriamente lavorista. Basta dire che, a un anno dalla qualifica, lavora il 70% dei giovani della formazione professionale e ben l'85%, dopo due anni, quasi tutti con una occupazione molto coerente con la qualifica raggiunta. Sono risultati vicini a quelli del sistema duale in Germania. Di questi tempi è molto.

La formazione professionale intende far sentire la sua voce in tutte le sedi del dibattito che accompagna la conversione in legge del decreto scuola. Al di là di questa vicenda contingente, questo è il momento, anche in vista degli sviluppi della programmazione europea 2014-2010, di un dialogo aperto tra ministero dell'Istruzione, ministero del Lavoro, Regioni, partner sociali e enti di formazione professionale. Lo diciamo con rispetto delle proporzioni degli attori in campo, ma consapevoli di avere qualcosa da dire.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.