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SCUOLA/ Coscia (Pd): i soldi per le paritarie non ci sono

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Il tema che cita è rilevante, tuttavia vorrei segnalare che la competenza in materia è delle Regioni. Lo Stato, infatti, è competente per l'istruzione tecnica e professionale mentre le Regioni lo sono per la formazione professionale. Dunque, solo con un lavoro congiunto fra amministarzione centrale e Conferenza Stato-Regioni si può affrontare in modo organico un tema strategico così importante. Ci è parso significativo destinare risorse per il trasporto agli studenti delle scuole statali: mettere gli studenti in condizione di raggiungere più facilmente la propria scuola è un'importante misura a favore del diritto allo studio. Auspico, comunque, che si possa migliorare il decreto sui percorsi previsti per l'orientamento.

Su dispersione e orientamento che margini di manovra ci sono?
Nel complesso abbiamo a che fare con un decreto che indica una nuova direzione di marcia rispetto ai temi dell'istruzione; come tale dà alcune risposte, ciò non esclude che ce ne siano anche altre da predisporre. Per questo il tema istruzione e formazione professionale, ma anche il tema scuola-lavoro, richiedono azioni di sistema che a mio avvio possono venire solo da provvedimenti ad hoc. Comunque faremo il possibile per migliorare anche in questo senso il decreto.

Quali sono gli emendamenti più significativi proposti dal Partito democratico?
Un emendamento riguarda le risorse aggiuntive del diritto allo studio universitario: chiediamo che le risorse destinate a questo capitolo per il prossimo anno siano pari a quelle stanziate in bilancio quest'anno. Già il governo ha fatto un notevole sforzo portando da 13 a 100 milioni la previsione di bilancio e se il nostro emendamento sarà approvato arriveremo a 150 milioni. Ci stiamo impegnando a trovare risorse. Sulla dispersione scolastica abbiamo presentato un emendamento per promuovere e valorizzare l'alfabetizzazione motoria. In merito alle attività di orientamento abbiamo chiesto che esse siano estese anche alle classi terze della scuola secondaria di primo grado e non solo alle classi quarte e quinte della scuola superiore. Un altro emendamento riguarda i docenti inidionei: siamo fermamente convinti che essi debbano poter scegliere se rimanere a scuola rispettando la propria professionalità oppure scegliere di svolgere altre attività. Infine, abbiamo presentato un emendamento che estenderà la possibilità di aprire il pomeriggio le porte delle scuole, e di usufruire della collaborazione di soggetti privati che operano nel sociale, anche alle superiori e non solo alle primarie come prevedeva inizialmente il decreto.

E per quanto riguarda il nodo del rapporto scuola-lavoro?
Su questo tema abbiamo una nostra posizione che tengo a precisare. Quando parliamo di obbligo di istruzione, parliamo del fatto cioè che tutti i ragazzi debbano andare a scuola fino ai 16 anni e non che assolvano l'obbligo con un contratto di apprendistato. In poche parole un ragazzo di 15 anni che viene assunto da un'azienda con contratto di apprendistato non può considerare assolto l'obbligo di istruzione. 



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