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SCUOLA/ "No all'apprendistato": dal vecchio Pci a Gentile, senza ritorno

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L'affermarsi di questo nuovo canale di istruzione si muove in mezzo a mille ostacoli politici, culturali e economici, spesso frapposti dalle stesse aziende, che tendono a "fare uso" dell'apprendista, senza offrire in cambio un'autentica formazione al lavoro. Ma un conto è fare una battaglia per la migliore realizzazione di questo canale di istruzione/lavoro, un altro tentare di amputarne la base. Un salto a Bolzano dalla lontana Irpinia mi permetterei di consigliare all'on. Coscia, se non avesse tempo di arrivare fino in Austria o Germania. Scoprirebbe, parlando con giovani apprendisti e con coloro che lo sono stati, quanto siano stati umanamente e professionalmente soddisfatti dalle esperienze di formazione/lavoro compiute. 

Né bastano le giaculatorie sulla necessità di una didattica innovativa. Sarebbero credibili, se in questi anni si fosse fatto qualche passo in avanti verso il cambiamento del curriculum. Alla fine, la difesa politico-sindacale degli interessi dei "lavoratori della scuola" ha bloccato ogni riforma. La sinistra dovrà scegliere se stare o no dalla parte dei ragazzi. Finora sta dalla parte del sistema gentiliano di istruzione.



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COMMENTI
22/10/2013 - L'apprendistato non sostituisce la scuola (Moeller Martin)

Se LEI facesse un viaggio in Austria o in Germnania scoprirebbe che l'apprendistato non sostituisce la scuola ma che viene fatto come trampolino di ingresso nel mondo del lavoro DOPO la scuola. A secondo dell'indirizzo scelto, questo corrisponde per la stragrande maggioranza dei ragazzi tra i 16 e i 17 anni o tra i 18 e 19 con il conseguimento della maturità. Non si inizia l'apprendistato a 13 anni!

RISPOSTA:

L'apprendistato italiano e tedesco presentano somiglianze e differenze. Chi volesse approfondire può leggersi la Relazione dell'ISFOL (2011): "Modelli di apprendistato in Europa: Francia, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito", scaricabile dal sito ISFOL. In Germania vi è un solo tipo di apprendistato – alternanza scuola/lavoro – mentre in Italia esistono i tre che ho descritto. Il primo - per la qualifica e per il diploma professionale – è abbastanza simile a quello tedesco. Tanto in Germania quanto in Italia l'apprendistato si rivolge a studenti di età non inferiore ai 15 anni (chi ha mai scritto tredici?!). Solo che, a differenza della Germania, da noi accade che moltissimi ragazzi non riescono a concludere il percorso di scuola media entro i quattordici anni, per ragioni che molte volte abbiamo trattato sul Sussidiario, riassumibili tutte in questa: la scuola media come buco nero del sistema. Il sistema scolastico tedesco, di cui qui non c'è spazio per parlare, non soffre di questa drammatica dispersione. Ora, chiunque abbia un minimo di buon capisce anche che non si possono trattenere i ragazzi per anni nella scuola media a ripetere i corsi fino a conquistare il titolo dell'obbligo. Per non consegnarli al destino dei Neet, si prevede che possano acquisire la certificazione dell'obbligo appunto nei percorsi di apprendistato. Non mi soffermo qui, per ragioni di spazio, sulle altre differenze. È poi evidente che sul nostro apprendistato pesano troppe ore di teoria, poca pratica, resistenze delle Regioni, che hanno norme diverse, resistenze dei datori di lavoro e costi ancora molto alti. GC