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IDEE/ Se pensiamo che la generazione di Letta e Alfano è quella di Jovanotti...

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Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti (Infophoto)  Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti (Infophoto)

Siamo passati, per seguire la carriera di Lorenzo, da "Jovanotti for President" all'ultimo "Ora", evolvendo come ha fatto l'artista grazie ad un mix di curiosità, energia, passione, valori, entusiasmo. Crescendo costantemente. Come donne e uomini. Come mamme e papà. Come lavoratori. Come cittadini. Come persone. Abbiamo costruito in modo silente, ma consistente. Assumendoci responsabilità. E qualche segnale, anche a livello istituzionale, lo vediamo. Abbiamo un premier e un vice premier che sono di questa generazione.

Segno che anche nei palazzi della politica qualcosa si sta muovendo. Abbiamo viaggiato e continuiamo a farlo. Abbiamo un rapporto aperto e curioso con la tecnologia, ma ci appassioniamo ancora dei libri che teniamo in mano, di cui gustiamo tutto, anche l'odore della carta. Siamo aperti alle altre culture e rispettiamo le differenze. Non abbiamo dei nemici da combattere, ma soltanto delle persone con cui confrontarci. Ma per fare dei passi. Tendenzialmente in avanti. "Io ho cercato - ricorda ancora Lorenzo - di mettermi in contatto con chi avevo di fronte. Ho cercato di capire che lingua parlava la popolazione del luogo dove mi ero paracadutato e ho cercato di parlare usando la loro lingua per dire le cose che avevo da dire io". L'approccio della mia generazione è esattamente questo. La voglia di esprimere se stessi, ma nella lingua di chi ci sta di fronte. Per andargli incontro. Per aprire un canale. Senza schemi precostituiti.

Abbiamo davanti delle sfide importanti (scuola, rilancio economico, emergenza sociale, intercultura, sostenibilità), ma è venuto il momento di non rimandare più queste tematiche. Abbiamo risorse importanti che ci vengono riconosciute all'estero, anche da coloro che sono scettici nei nostri confronti. Una di queste è la creatività che però si deve unire alla serietà e alla continuità se vogliamo davvero cambiare marcia. "La creatività - dice Lorenzo in Gratitude - è un'attività come la preghiera, deve essere incessante e profonda, deve impegnare l'animo al cento per cento, non permette distrazioni, non ha nulla di bohemienne, è una pratica devozionale vera e propria. Le porte della percezione si aprono trovando la chiave giusta sapendo che quella chiave funzionerà per aprirle una volta sola, poi la serratura cambia e bisogna rimettersi al lavoro". Pensiamo positivo. Il Paese ne ha bisogno.

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