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SCUOLA/ Si possono insegnare le "domande" senza domandare?

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Raffaello, La scuola di Atene (1509-10) (Immagine d'archivio)  Raffaello, La scuola di Atene (1509-10) (Immagine d'archivio)

"Che 'cosa' insegniamo quando insegniamo filosofia?". "Per quale 'ragione' i nostri allievi dovrebbero stare ad ascoltarci?". "Quali sono i problemi, gli autori e i testi essenziali per l'insegnamento della filosofia moderna nelle nostre classi?". Queste tre domande sono state messe a tema nella Bottega di filosofia che si è aperta durante la Convention Scuola 2013 promossa da Diesse a Bologna il 12 e il 13 ottobre scorsi. Obiettivo della Bottega di filosofia, che ha visto impegnati in un lavoro appassionante e coinvolgente una cinquantina di insegnanti di filosofia di scuole statali e paritarie di tutta Italia, è di promuovere e portare avanti una riflessione critica sull'insegnamento della filosofia, affrontando quest'anno la "filosofia moderna", più specificatamente "l'io, il mondo e Dio, tra Razionalismo ed Empirismo". 

Alla Bottega (come in classe!) si parte sempre da un contenuto specifico, prettamente filosofico, per riscoprirlo al di là del "già saputo" e del "sedimentato". In questo modo infatti possiamo riprendere con più ragioni e maggior fascino la grande avventura conoscitiva e didattica che ci aspetta facendo lezione. Non è possibile infatti ridurre il problema di cosa significhi insegnare riconducendolo a mere teorie di didattica filosofica, spesso tanto elaborate e sottili quanto astratte e inincidenti nella vita quotidiana. Lo scopo della Bottega invece è di ritrovare insieme, nell'esperienza quotidiana dell'insegnamento, la traccia di quelle domande che costituiscono il tessuto stesso della filosofia e il suo tentativo sempre aperto in cammino verso la verità. In questo lavoro di ripresa di coscienza del valore della propria esperienza di insegnanti è decisivo l'aiuto e la sfida di autentici maestri, che abbiamo cercato tra noi colleghi e tra docenti universitari. Tali maestri non sono dei guru a cui delegare il faticoso compito della ricerca, bensì filosofi che ci mostrano il loro lavoro in atto, che ci offrono lo spunto per una ripresa personale della domanda filosofica e del rigore che essa richiede, anche e soprattutto di fronte ai nostri allievi. 

Il prof. Costantino Esposito, all'inizio dell'anno scorso, ci aveva richiamato e suggerito in questo senso l'importanza fondamentale del risvegliarsi, innanzitutto in noi insegnanti, della domanda filosofica - domanda che nasce sempre da una tensione tra i due poli dell'io e del dato di realtà - davanti a qualsiasi argomento o problema filosofico ci troviamo, al fine di poterla risvegliare a nostra volta nei nostri allievi senza chiusure preconcette o dogmatiche. 

Come diceva Martin Heidegger: "la risposta essenziale trae la sua forza dall'insistenza del domandare. La risposta essenziale è soltanto l'inizio di una responsabilità, nella quale il domandare si risveglia in modo più originario" (M. Heidegger, Poscritto a "Che cos'è la metafisica?", in Segnavia) Esposito, nelle lezioni alla passata edizione della Bottega che sono in via di pubblicazione con Itaca, ci ha ricordato infatti che "la storia della filosofia è la storia di una domanda, è la storia del domandare, e questa 'domanda filosofica' è uno strano oggetto perché non dà semplicemente e immediatamente un criterio di approccio ad un testo filosofico del passato. Perché possiamo capire che cosa sia la storia della filosofia o la filosofia tout-court, dobbiamo aver presente che si tratta di una 'domanda'. 



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COMMENTI
20/10/2013 - Taglia ed incolla (Sergio Palazzi)

Bene, benissimo. Perché troppo spesso della filosofia vista a scuola ci si ricorda solo che Kant era puntuale e Schopenhauer maltrattava le vecchie. Ma se abbiamo davvero capito il ruolo delle scienze (intese come plurali frammenti di un'unica Scienza), prendiamo l'articolo, facciamo un "taglia filosofia - incolla chimica / matematica / fisica" e riportiamo a questo modo di intendere gli scopi primi di tutto quello che spacciamo (ci fanno spacciare) per materie-scolastiche-da-studiare-sui-libri. E che invece sono le tante vie che l'Uomo ha inventato per trovare domande e dare risposte. Poi, che quella che curiosamente chiamiamo "chimica fisica" abbia saputo dare almeno qualche risposta rara ma verosimilmente definitiva ad alcune essenziali domande della filosofia, non ci sembrerà tanto strano. E darà senso e bellezza all'esperienza vitale di quelle povere creature, che ci ascoltano annoiate dai banchi.