BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Alfieri (Fidae): il decreto Carrozza fa torto alla scuola pubblica

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

La buona scuola pubblica è statale e paritaria; la famiglia deve esercitare il proprio assoluto diritto di scelta senza vincoli economici, in quanto già è contribuente del fisco; l'interazione tra scuole pubbliche statali e pubbliche paritarie porta ad una seria definizione delle rispettive mission e dei rispettivi piani dell'offerta formativa, a tutto vantaggio del diritto di scelta delle famiglie, della crescita educativa dei singoli e pertanto della società. 

A onor del vero occorre riconoscere che quando si è trattato di sancire il divieto di fumo nelle aree esterne delle scuole l'art. 4 del decreto 104/2013 si è ricordato della "parità" tra "istituzioni scolastiche statali e paritarie". Ma sono i fondi stanziati per l'acquisto dei libri di testo (art. 6), per il wireless nelle scuole (art. 11), per i laboratori scientifico tecnologici (art. 5 comma 4) … che il decreto legge 104 riserva esclusivamente alle "istituzioni scolastiche statali".

Con riferimento poi alle misure previste dall'art. 6 del decreto, "al fine di ridurre la spesa per l'acquisto dei libri di testo", si ricorda che nell'ordinamento italiano tali interventi, strumentali al pieno godimento del diritto di istruzione, rientrano nel c.d. "diritto allo studio", ambito nel quale (a partire dall'art. 42 del Dpr 616/1977), vige l'obbligo di assoluta parità di trattamento degli alunni, qualunque sia la istituzione scolastica frequentata (come ribadito dalla sentenza della Corte costituzionale n. 454/1994 proprio in materia di libri di testo). 

Il decreto prevede un potenziamento dei docenti di sostegno nella scuola statale. Se tale previsione esprime un'attenzione ai diritti degli alunni disabili, come mai un decreto licenziato da una governo "laico" che rappresenta tutti i cittadini senza alcuna discriminazione sembra dimenticare che ci sono anche 11.878 alunni disabili che frequentano le paritarie e che l'onere per l'insegnante di sostegno in tali realtà, a parte il caso delle primarie convenzionate, è a totale carico delle famiglie e delle scuole? Una ingiustizia sociale che ha il sapore amaro della "discriminazione" e non può lasciare indifferenti il pensiero che in questo caso l'esercizio della libertà di scelta educativa è negato due volte alla famiglia.

Se è il diritto dell'alunno quello che si vuole tutelare maggiormente, dobbiamo rivendicare la "assoluta parità di diritti per tutti gli alunni disabili", qualunque sia la scuola frequentata.

Inoltre chi ritenga di poter sanare il deficit pubblico togliendo quei centesimi destinati alla scuola paritaria, sancisce il definitivo collasso del welfare, nel quale sarebbero coinvolte in primis le famiglie. Dal 2002 le sovvenzioni dello Stato per il settore paritario (oltre un milione di allievi) sono state mediamente poco più di 500 milioni di euro l'anno (497 milioni nel 2011, 483 nel 2012, ma versate solo in parte). Per il settore delle scuole statali (allievi circa 8 milioni) lo Stato versa oggi una cifra attorno ai 50 miliardi di euro. (…) Lo Stato risparmia annualmente e complessivamente 6.245 milioni di euro grazie alle paritarie. Come è giustificabile una simile contraddizione in uno Stato di diritto?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >