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SCUOLA/ Alfieri (Fidae): il decreto Carrozza fa torto alla scuola pubblica

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Si abbia il coraggio delle buone idee dalle scelte scomode ma dalle soluzioni efficaci.

Si abbia il coraggio di individuare il costo standard dell'allievo, e nelle forme che si riterranno più confacenti al sistema italiano; si dia alla famiglia la possibilità di scegliere fra buona scuola pubblica statale e buona scuola pubblica paritaria. Questo favorirà quella buona e necessaria concorrenza fra le scuole sotto lo sguardo garante dello Stato – cessando quel conflitto che lo vede assommare in sè il ruolo di gestore e garante – innalzando automaticamente il livello di qualità del sistema scolastico italiano e abbassando i costi.

Chiediamo ancora instancabilmente alla classe politica, soprattutto oggi in questa Italia cosi confusa e frammentaria, di dare ragione della centralità della scuola, con lucidità e lungimiranza, adottando decisioni di equità e di giustizia rispetto a tutte le esperienze proficuamente attive, dalla scuola materna all'università, e sostenendo il diritto dei genitori di scegliere l'educazione per i propri figli. Non si deve licenziare un decreto che dimentica di chiarire i rapporti tra famiglia e Stato e che non supera una errata sussidiarietà al contrario, della famiglia nei confronti dello Stato stesso.

Occorre restituire dignità di ruolo e di azione alla famiglia, affinché in un ordine armonico e naturale si possa costruire una alleanza educativa nella società, di cui la scuola è matrice, sostegno, possibilità di vero sviluppo.

"Finché gli italiani non vinceranno la battaglia delle libertà scolastiche in tutti i gradi e in tutte le forme, resteranno sempre servi (…) di tutti perché non avranno respirato la vera libertà che fa padroni di se stessi e rispettosi e tolleranti degli altri, fin dai banchi della scuola, di una scuola veramente libera" (Luigi Sturzo, Politica di questi anni. Consensi e critiche dal settembre 1946 all'aprile 1948).



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