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SCUOLA/ 7 punti che fanno "ombra" al decreto Carrozza

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L'aula del Senato (Infophoto)  L'aula del Senato (Infophoto)

Bene anche – forse non in assoluto perché ci sono rischi reali di ri-centralizzazione in questa soluzione sicuramente migliorativa rispetto alla situazione vergognosa degli ultimi anni nelle diverse regioni – l'affido alla scuola della pubblica amministrazione del corso-concorso, ma a due importantissime condizioni: che nel corso sia inserita una parte relativa allo sviluppo delle competenze relazionali e di organizzazione della didattica; che l'accesso al corso stesso sia regolato non da improbabili meccanismi pre-selettivi casuali, ma valorizzando le  concrete esperienze di coordinamento didattico ed organizzativo dei candidati. E non sarebbe davvero male che si fissasse un limite di età, per evitare il reclutamento di neo-dirigenti alle soglie della pensione.

Positivo – rispetto alla situazione data – anche il riconoscimento del diritto all'esonero dei collaboratori vicari in tutte le scuole interessate alla reggenza: una richiesta che l'Andis aveva giudicato già nel luglio scorso come la sola immediatamente praticabile senza creare situazioni inestricabili sul piano legale. Certo, a condizione che non sia pagata dai dirigenti medesimi con una decurtazione sul loro fondo della retribuzione di risultato!

2. La "stabilizzazione" del personale − Una questione legata a quella delle modalità di assunzione dei dirigenti è quella relativa al reclutamento dei docenti. Sgombrato il campo dall'insopportabile polemica di chi continua a sostenere che la stabilizzazione del personale sia una vergogna nazionale perché amplia i "posti" pubblici (come se queste cattedre sparissero se occupate da personale non di ruolo!), e quindi considerata equa la scelta della "stabilizzazione" di una quota di docenti precari (in modo particolare quelli di sostegno), manca purtroppo una scelta netta ed esplicita per il doppio canale, per la non riapertura delle graduatorie permanenti e per l'attivazione del secondo ciclo di Tfa. Occorre invece escludere ogni ipotesi di riapertura delle graduatorie permanenti (che significherebbe perpetuare l'attuale situazione di attese lunghissime che producono solo frustrazione), decidendo tempi certi e brevi dei bandi.

Almeno questo sarebbe necessario subito, in attesa di una riforma globale del sistema di reclutamento che porti le procedure concorsuali il più vicino possibile alle scuole o alle reti di scuole e che consenta alle scuole di procedere direttamente alla copertura delle supplenze brevi.

3. La formazione dei docenti − Molti si sono scandalizzati per la scrittura un po' "ruvida" della parte del decreto che prevede la formazione obbligatoria per i docenti i cui allievi ottengano nelle prove Invalsi risultati inferiori alle medie nazionali. Effettivamente, la stesura può far pensare a qualcosa di punitivo. Ma francamente ci sembra che il principio di intervenire in termini di formazione sulle situazioni che fossero (ovviamente in termini di valore aggiunto e non di risultati grezzi) troppo distanti rispetto alla media di quelle che si trovano nelle stesse condizioni di contesto non ci sembra davvero un'ipotesi persecutoria, quanto un'opportunità per migliorare la qualità degli apprendimenti e quindi un dovere da parte dell'amministrazione.



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