BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Decreto Carrozza & libri, qual è la vera lobby?

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Quanto poi al cosiddetto superamento dell'obbligo di adozione, era già previsto da sempre, ed ulteriormente ribadito nel decreto sull'autonomia (DPR 8 marzo 99, n. 275), che non sono certa sia poi così ben conosciuto e che sarebbe bene rileggere ogni tanto per capire chi, e in che termini, e su quali terreni ha la diretta e immediata responsabilità, condivisa con i genitori e con gli stessi "discenti", del successo formativo di chi frequenta la scuola. Delle decisioni degli insegnanti sarebbe bene imparare a fidarsi, siano essi già maturi per lavorare bene con il digitale, ovviamente nella propria disciplina di titolarità, o non ancora sicuri del risultato. 

Tutto il resto sono chiacchiere, pretesti, annunci, polemiche sui giornali e in tv: in sintesi cattiva politica. Alla resa dei conti è la qualità della scuola e degli strumenti di cui si avvale a fare la differenza e con essi l'impegno quotidiano mirato (si spera) a far crescere cittadini e cittadine in grado di pensare, decidere, lavorare in un mondo che sta cambiando, ma i cui connotati e le cui potenzialità sono ancora in gran parte da scoprire e costruire. E nessuno ha oggi in tasca la verità. Per questo serve il confronto, non lo scontro, la fiducia reciproca, non il sospetto.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
27/10/2013 - Lobby o no, il Ministro non torni indietro! (Sergio Palazzi)

Il mio punto di vista, di genitore, insegnante, autore a tempo perso e persino minimo studioso dell'evoluzione dei libri di testo, tende ad essere abbastanza diverso. Ho avuto molti contatti con case editrici; alcuni dei rappresentanti che incontro sono degli amici. Ma credo che il concetto di libro di testo, così come è oggi vissuto nella maggior parte delle scuole, non sia esempio né di progresso culturale né di evoluzione del sapere. E' appena il caso di citare S.J. Gould, che su conservatorismo e ricerca del facile consenso dei libri di testo scriveva pagine fulminanti negli USA di 30 anni fa. Nel mio piccolo, non posso che rilevare come da decenni il livello dei testi si sia progressivamente abbassato, spesso fin sotto la soglia del decoro, e le normative via via susseguitesi non possono non averne responsabilità. Un tempo il testo scolastico era forse l'unico che entrava nelle case e si conservava per la vita, oggi c'è la gara a rivenderlo (in fretta, prima che esca la nuova edizione): qualcosa vorrà pur dire, no? Quante “nuove edizioni” sono effettivamente nuove e magari migliorate? Quante invece le opere originali, nostrane o di importazione, reimpastate, stravolte, sminuzzate dall'insipienza di certi editor che castigano originalità ed anticonformismo? Per il riscatto della scuola, ma direi anche dell'editoria scolastica di qualità che spero torni a rifiorire, abolire le adozioni obbligatorie non è certo la condizione sufficiente, ma sicuramente è necessario.