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SCUOLA/ Quel naufragio della scuola media "uguale per tutti"

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Gli allievi infatti hanno bisogno di insegnanti che abbiano consapevolezza del loro ruolo e degli strumenti didattici adatti a ragazzi preadolescenti segnati dalla trasformazione di sé e del mondo. 

Questo permette di guardare ad ognuno non come a chi è definito dall'essere parte di un insieme indiscriminato caratterizzato dall'età, ma come a persone in crescita che hanno particolari caratteristiche, doti, attitudini da scoprire e potenziare, anche dentro la scuola.

L'attenzione al singolo allievo, la ricerca di percorsi personalizzati richiede un grande lavoro ai docenti, ma è la condizione per favorire la promozione di ciascuno dentro una convivenza sociale che porti prospettive di sviluppo civile e umano.

La nostra scuola media ha un compito importante e utile. Chiedersi come renderla migliore è un'opportunità per la nostra riflessione e per il nostro tempo.



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COMMENTI
28/10/2013 - Schettino docet (enrico maranzana)

“L’idea che la media sia inadeguata e in crisi è ampiamente condivisa” una conclusione immotivata, senza fondamento: dagli errori commessi in fase d’ideazione si fa derivare il mancato conseguimento dei risultati attesi. Perché non si capitalizzano le esperienze? Perché sul terreno dell’analisi critica non si pongono anche i comportamenti professionali della dirigenza e dei docenti? I programmi della scuola media del febbraio 79 [che il ministro Profumo ha cestinato] sono del tutto sovrapponibili con l’assetto previsto dalla legge 53/2003: da un lato si afferma che le conoscenze sono “strumento e occasione” d’apprendimento, dall’altro lato si stabilisce che la finalità del sistema educativo è la promozione delle capacità e delle competenze dei giovani da conseguire “attraverso” le conoscenze e le abilità. Perché non ci si interroga sul fatto che i programmi del 79 non sono stati applicati? La vita delle classi è ancor oggi scandita dai capitoli dei libri di testo e si fa coincidere il significato di apprendimento con l’imparare.