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SCUOLA/ Idea: tornare socialisti per sottrarci al nuovo "regime"?

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(Ri)scavalcare il muro di Berlino? (Infophoto)  (Ri)scavalcare il muro di Berlino? (Infophoto)

Tali metodi, oggi, sono ritenuti inadeguati dagli ideologi della nuova scuola EU-ropea. Ora, però, giungono dati strabilianti dalla Germania. Numerosi commenti precisi e "akkurati" sono pubblicati dal quotidiano più documentato e autorevole del mondo civile (cioè la Frankfurter Allgemeine): gli scolari tedeschi riescono meglio in matematica e scienze quando hanno insegnanti formati sotto la Ddr. Costoro diffondono una sapere non problematico, che non richiede elaborazione autonoma, ma è semplicemente da assimilare e da verificare nell'esperienza pratica: una manna, per chi si appassiona a imparare e a ripetere ciò che ha appreso. Può darsi che tale approccio semplifichi e riduca la complessità del mondo. Ma funziona e pare che i tedeschi, gente pratica che ammira il sapere tecnico, non se ne vogliano privare.

Il metodo va bene anche perché gli insegnanti appassionati trasmettono agli allievi l'entusiasmo di imparare. Ma questo entusiasmo non si coltiva facilmente, quando la società intorno è distratta, abulica e incapace di educare all'ordine. In Italia non funzionerebbe, insomma. Ah, se avesse vinto Togliatti, quel 18 aprile 1948! Ai bei tempi di Walter Ulbricht e poi di Erich Honecker, il sistema della Ddr forgiava allievi umili e docili e l'autorità dell'insegnante era indiscussa. Si filava dritto, tanto più che gli allievi ribelli erano segnalati da qualche docente a chi di dovere. L'apparato interveniva e l'autorità era ribadita. Vi era un timore diffuso di essere denunciati da qualcuno, per qualche cosa che avrebbe comportato qualche condanna. Non solo studenti correvano rischi: anche docenti temevano delazioni di studenti o di compagni dell'amministrazione. Per farla breve: l'autorità scolastica era tenuta in gran conto. Con la forza si mantenne vivo il rispetto verso chi aveva il bastone del comando. 

A caratterizzare i paesi oltrecortina rispetto all'Occidente fu anche l'assenza del "sessantotto" che avrebbe voluto distinguere autorità da autorevolezza, ma riuscì soprattutto a demolire il principio di autorità e il principio del terzo escluso. La disciplina e la razionalità concessero qualche spazio allo spontaneismo e alle pulsioni contestatrici della famiglia e delle istituzioni. Nei paesi del socialismo reale ci furono tentativi di rivolta, ma tale ribellione era lontana dai criteri salottieri dell'intelligencija occidentale, sempre hântée di essere à la page: fu la ribellione di Jan Palach e dei molti suoi emuli, che rivendicavano i diritti fondamentali della persona, opponendosi al potere sovietico. 

Le gesta di questi pericolosi sovversivi furono "silenziate", così togliendo anche dall'imbarazzo i sostenitori in Occidente delle "democrazie popolari". Fu allora chiaro che nella Mitteleuropa i partiti comunisti avevano perduto le anime. In compenso, la disaffezione degli insegnanti "tecnici" verso le ideologie ha conservato una scuola di sapore antico e sempre nuovo.



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COMMENTI
29/10/2013 - Liberi dal costruttivismo... (Giorgio Israel)

Direi proprio che il socialismo reale c'entra poco, se non per il fatto di aver conservato la visione classica dell'insegnamento. Liberi dal costruttivismo socio-psico-pedagogico? Beati loro!... Speriamo che in Germania, separino la parte buona, buttando alle ortiche socialismo e costruttivismo. Sarebbe un bene per tutti e un modello da seguire.