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SCUOLA/ Superiori in 4 anni? Statali e paritarie possono andare d'accordo

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Parte il liceo breve, la sperimentazione affidata per ora a tre scuole paritarie, il San Carlo di Milano, il Guido Carli di Brescia e l'Istituto Olga Fiorini di Busto Arsizio. Questa è la notizia riportata dai giornali qualche giorno fa che ha messo in allarme il mondo scolastico. Le scuole hanno ricevuto l'autorizzazione dal ministro Carrozza a mettere in atto una sperimentazione per verificare cosa potrà succedere riducendo da cinque a quattro anni la durata della scuola secondaria di secondo grado.

Il ministro, interpellato, ha dichiarato con chiarezza che il percorso sarà seguito e verificato con attenzione e che non bisogna avere paura di innovare. 

Il fatto che tre scuole paritarie si siano mosse in modo così determinato è un fatto importante, da non dare per scontato. È un fatto importante per tutto il sistema scolastico nazionale .Questo è un esempio concreto di compresenza nel sistema tra scuola statale e paritaria "alla pari". La sperimentazione è una possibilità, forse piccola, rischiosa, ma interessante non solo per le scuole designate alla sperimentazione stessa ma per l'intero sistema pubblico. Infatti se una scuola lavora bene può esportare il metodo sperimentato, offrirlo ad altre scuole, confrontarsi in una clima di reale e fattiva collaborazione, spaccando schematismi e pregiudizi ideologici.

Si assiste da anni ad un resistenza dei sistemi scolastici al cambiamento, occorre maggior coraggio per liberare le scuole dai vincoli che hanno finora impedito all'autonomia scolastica di dispiegare le sue potenzialità. Certamente l'autonomia va preparata non si inventa, il ministro Profumo amava infatti parlare di autonomia responsabile.

Siamo di fronte ad un mondo di giovani effervescente, la facilità di scambi, opinioni e progetti rende questo mondo a sé stante, separato, con il rischio di diventare totalmente estraneo a quello istituzionale. Ben venga quindi qualche sobbalzo, il ripensamento di un nuovo modo di fare scuola che ci allinei all'Europa.

Scrive Norberto Bottani nel suo ultimo libro: "I sistemi scolastici attuali sono paragonabili ad un plotone di ciclisti in corsa: quando uno di essi capitombola, le biciclette volano per aria e si verificano cadute impressionanti sull'asfalto. Alcuni si rialzano, altri restano a terra con ferite più o meno gravi e dolorose. Taluni non possono proseguire, alcuni devono abbandonare la corsa".



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COMMENTI
15/01/2014 - Non è vero che nessuno si entusiasma! (Anonimo ...)

Scrivo dopo aver letto molti commenti negativi sull'autorizzazione del Ministro dell'Istruzione di una sperimentazione che riduca il percorso di studi di un anno agendo sulla scuola superiore. Vorrei dire che non è vero che nessuno si entusiasma, anzi! Lo dico innanzitutto perché sono uno studente di 3a media e io per primo sarei entusiasta di affrontare un percorso che mi valorizzi (selezione all'entrata) e che mi faccia entrare nel mondo dell'università e poi in quello del lavoro un anno prima. Poi, i presidi sono favorevoli (altrimenti non avrebbero proposto le loro scuole) e anche qualche insegnante che conosco. Inoltre, anche se fosse un danno, quale sarebbe il problema? Questa è una sperimentazione e se è una sperimentazione è proprio perché si vogliono verificare i risultati di un tale cambiamento. Infine, partire con il fatto che si potrebbero perdere posti di insegnante non ha senso perché se gli alunni ricevono la stessa preparazione questo non è un danno alla scuola. Infatti, fino a prova contraria, la scuola esiste per dare istruzione ai giovani e non per dare lavoro agli insegnanti.

 
01/11/2013 - Tagli "a catinelle" e nessuno si entusiasma! (1/2) (Vincenzo Pascuzzi)

«Le tre sperimentazioni di liceo in 4 anni autorizzate dal Miur dovrebbero entusiasmare la scuola, invece le critiche sembrano prevalere». Questo il sottotitolo dell’articolo di Maria Grazia Colombo (Agesc) su il sussidiario.net di oggi, 31.10.2013. L’articolo, che poi segue, però non riprende l’argomento, non spiega su cosa si fonda, o si dovrebbe fondare, l’entusiasmo. Né viene indicato quale parte o quali parti del sistema scuola dovrebbe o dovrebbero entusiasmarsi: gli alunni, i genitori, i docenti, i presidi, gli ata, le scuole paritarie, le università, le aziende? Non è dato sapere. Allora forse l’entusiasmo è solo uno stato d’animo soggettivo dell’autrice, motivato da sue ragioni o aspettative riservate e tutelate dalla privacy. Spiega Wikipedia: «Il termine "entusiasmo" deriva dal greco antico enthusiasmòs, formato da en (in) con theos (dio). Letteralmente si potrebbe tradurre con "con Dio dentro di sé", o "indiamento", "invasamento divino". In italiano normalmente sta ad indicare una commozione intensa dell'animo che si esprime in vive manifestazioni di gioia, di eccitazione, di ammirazione; un sentimento di appassionato interesse nei confronti di un ideale o di una causa politica, religiosa o sportiva, l'effetto di certi personaggi dello spettacolo sui loro fan.» Ma a scuola e fra i docenti nulla di tutto questo. Solo sorpresa, incredulità, delusione, preoccupazione.

 
01/11/2013 - Una sperimentazione...atomica (Franco Labella)

Una sperimentazione piccola viene definita nell'intervento quella che riguarda 3 (tre) istituti paritari in tutta Italia. E' vero che della statistica abbiamo sempre in mente l'immagine del pollo di Trilussa ma forse bisognerebbe aver rispetto della intelligenza delle persone. Ma posso poi chiedere a Maria Grazia Colombo cosa penserebbe se la sperimentazione di un nuovo farmaco avvenisse in 3 (tre) ospedali con un numero assai limitato di pazienti, ognuno seguito, per converso, da un gran numero di medici? Se avessi anch'io una classe di 20 studenti potrei promettere ed ottenere miracoli senza manco la sperimentazione! Se la metafora medica non è convincente posso chiedere a Maria Grazia Colombo perchè, dopo aver abolito ogni e qualsiasi forma di sperimentazioni col riordino Gelmini, questa sperimentazione che parte ex abrupto dovrebbe avere un qualche valore positivo? Non ci serve un caso Stamina in ambito scolastico, i guasti ed i guai sono già abbastanza numerosi e profondi nel nostro sistema scolastico perchè ci si affidi a nuovi "guaritori". Per il bene di tutti e di ciascuno.

 
01/11/2013 - Tagli "a catinelle" e nessuno si entusiasma! (2/2) (Vincenzo Pascuzzi)

Alcune ipotesi interpretative. Prima ipotesi: il ministro Carrozza non sa cosa fa, improvvisa oppure attua passivamente iniziative già avviate in sordina (àumm àumm) da Gelmini e Profumo. Seconda e più preoccupante ipotesi: esiste un’intesa precisa, qualcosa simile a un programma occulto, concordato e condiviso tra i vari partiti (dx e sx), accettato anche dai sindacati firmatari di ccnl e finalizzato a depotenziare brutalmente la scuola pubblica statale e perciò favorire la scuola privata-paritaria. In questo programma occulto troviamo: riduzione da 5 a 4 anni del superiore, riduzione – già attuata da Gelmini – di orario settimanale e di materie, classi sovraffollate, cronicizzazione del precariato, posticipazione delle pensioni, nessun adeguamento retributivo per i docenti (l’Europa NON ce lo chiede! E nemmeno l’Ocse!), e poi, perché no?, 24 ore settimanali di lezione! Il tutto predisposto e facilitato dalla “seconda campagna diffamatoria contro i docenti”, già in avviata e da massicce dosi di valutazioni “oggettive e standardizzate”, cioè a mezzo quiz, promesse o minacciate anche all’università.