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UGANDA/ Rose Busingye: Giussani, Carrón e la passione di 12 ragazzi, così nasce una scuola

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Rose Busingye (Immagine d'archivio)  Rose Busingye (Immagine d'archivio)

Alla Don Giussani High School capitano anche fatti curiosi. Come quella volta che “due dei nostri ragazzi sono capitati in una scuola il giorno in cui si celebrava la messa. Quando è iniziata la celebrazione c’era un caos pazzesco. Così i due sono andati dalla preside, che è una suora, e le hanno detto: “Signora, nella nostra scuola la messa è il luogo dove Cristo accade; qui sembra di essere al mercato!”. La preside, un po’ infastidita da tanta impertinenza, chiese ai due come si chiamavano: Alì e Mohammed, hanno risposto; nientemeno che due musulmani. La suora ha provato a dire: andate voi a guidare i canti della messa. I due sono andati e si sono messi a intonare canti in italiano e in latino attirando l’attenzione di tutti i ragazzi della scuola. Tutti guardavano quel puntino fatto da quei ragazzi, un puntino debole ma che era diventato un punto di riferimento. Tempo dopo alcuni dei nostri studenti sono andati in quella scuola a sostenere un esame e sono stati gli unici a passarlo”.

In un anno, i risultati hanno superato le più rosee aspettative. “La scuola è frequentata da 480 ragazzi; in ogni classe ci sono al massimo 45 studenti, femmine e maschi insieme”. “Il metodo - spiega Rose - è la ragione; agli insegnanti diciamo che noi non picchiamo i bambini; molti di loro all’inizio non ci credono, poi quando entrano in contatto con questa realtà scoprono che è possibile”. “Se ce la fanno, il nostro obiettivo è far arrivare i nostri ragazzi all’università”.  

“Tutto è accaduto senza fare piani - conclude Rose -. Io volevo fare un ospedale per curare i miei malati, invece …”. Poi riprende: “per noi l’educazione riguarda la totalità della persona: quando uno impara matematica, impara se stesso, quando uno studia geografia scopre se stesso. Ogni particolare introduce la persona alla totalità delle cose: se scopri te, scopri anche la realtà; se scopri te scopri anche la matematica e la matematica diventa una cosa a tuo servizio”.                       



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