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SCUOLA/ Delfino (Disal): la legge Carrozza? Troppo centralismo e poca fiducia

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Il Miur (Infophoto)  Il Miur (Infophoto)

Disal chiese l'inserimento di misure relative al tema del rapporto scuola-lavoro, assenti nel testo originario di conversione in legge. Il testo attuale si limita invece in tema di scuola-lavoro a preoccupazioni formali, accennando in proposito alla emanazione di un Regolamento "dei diritti e doveri degli studenti dell'ultimo biennio", senza affrontare i nodi reali del tema come ad esempio le modalità di avvio dell'apprendistato in obbligo, l'aumento delle ore di tirocinio curricolare, gli obblighi delle imprese, gli incentivi alle stesse.

La dispersione scolastica è un altro problema grave. Le sembra adeguatamente affrontato nella nuova legge?
La legge individua nell'apertura pomeridiana della scuole ("prolungamento dell'orario scolastico per gruppi di studenti", articolo 7) la via per contrastare la dispersione scolastica con l'auspicio che esse diventino "luoghi di coesione sociale". Si sa, tuttavia, che spesso è proprio la scuola stessa "causa" di questo disagio; la soluzione potrebbe essere quella, prevista dalla legge, di incentivare i docenti in azioni curricolari che introducano elementi di novità metodologica, didattica, di impostazione organizzativa pagandoli con il Fondo dell'istituzione scolastica (Fis): la proposta diventa, però, pressoché impraticabile stante le sempre più esigue risorse del Fis per la copertura delle attività aggiuntive dei docenti.

E per quanto riguarda le collaborazioni da parte delle scuole con associazioni, fondazioni, cooperative di educatori e figure professionali ecc. previste?
Vanno accolte positivamente, perché capaci di riavvicinare i ragazzi ad una scuola che spesso sentono estranea. L' importante è che il tutto non si riduca ad un semplice ampliamento dell'offerta formativa, ma corrisponda ad un modello educativo autonomamente impostato dalla singola scuola. E poi, a proposito di impegni di spesa, gli stanziamenti pluriennali individuati nell'articolato vanno confermati annualmente dalla legge di stabilità prima di poter essere effettivamente impegnati: perciò, per ora, potranno essere assegnate per la dispersione scolastica soltanto le cifre riguardanti il 2013, che, rapportate al numero di istituzioni scolastiche, arrivano ad una media di circa 200 euro a istituto…

L'orientamento le sembra adeguatamente affrontato nella nuova legge?
Valgono le osservazioni fatte per la dispersione scolastica: sono previste iniziative orientative da realizzarsi da parte dei docenti (sempre, però, a carico del già misero Fis!) o collaborazioni con enti ed associazioni esterne alle scuole "nell'ambito degli stanziamenti di bilancio ordinariamente disponibili o con proprie risorse" − quindi a carico delle scuole o delle associazioni medesime! La legge prevede, tuttavia, per il 2013 un investimento di 1,6 euro quale contributo per programmazione e realizzazione di attività orientative per alunni delle scuole secondarie di I e II grado: staremo a vedere come e quando queste risorse arriveranno alle singole scuole.

Si è osservato che la legge richiederà ben 32 decreti attuativi. Questo cosa significa?



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COMMENTI
12/11/2013 - Il centralismo, uno slogan per coprire le magagne (enrico maranzana)

“Era l’occasione per promulgare un articolato più breve, con linee di indirizzo” e che facesse i conti con la situazione in cui versa la scuola, per individuarne le criticità, per prefigurare interventi correttivi. Un’indagine che non è stata affrontata nell’intervista. Rimando in rete a “L’istruzione riparte, ma … dove va?” per prendere coscienza dei punti dolenti del servizio scolastico pubblico, per riconoscere alcuni responsabili dello stallo, per valutare un’ipotesi atta a far riemergere la scuola dalla palude.