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SCUOLA/ Delfino (Disal): la legge Carrozza? Troppo centralismo e poca fiducia

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Il Miur (Infophoto)  Il Miur (Infophoto)

Per diventare operativo a tutti gli effetti, il decreto legge 104 dovrà essere tradotto in provvedimenti amministrativi di vario genere − decreti, direttive e così via −. C'è spazio per annacquare il poco che già è contenuto nel decreto stesso. Speriamo che l'elefante non produca… dei topolini.

Mimmo Pantaleo (Cgil) ha dichiarato che "il decreto è insufficiente in termini di risorse impiegate". I soldi però non ci sono, si sa. Qui si torna all'impianto del decreto. C'erano strade più economiche e alternative?
Il decreto avvia, almeno nelle intenzioni, una fase di investimenti sulla scuola e non più di tagli; l'impianto ne evidenzia però, ancora, anche nel fraseggio, una ispirazione statalista e centralistica fatta di regolamenti, direttive, linee guida, specifiche, modalità di attuazione dimenticando che le scuole hanno da molti anni autonomia di indirizzo, didattica, organizzativa e di spesa. Era l'occasione per promulgare un articolato più breve, con le linee di indirizzo, i campi di azione, poche procedure e la previsione di finanziamenti da assegnare direttamente alle autonomie scolastiche, secondo un vero principio sussidiario e di "fiducia" tra le parti. È di questa fiducia che c'è bisogno oggi. Il mondo della scuola la merita e la chiede. Ancora una volta è un'occasione perduta.



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COMMENTI
12/11/2013 - Il centralismo, uno slogan per coprire le magagne (enrico maranzana)

“Era l’occasione per promulgare un articolato più breve, con linee di indirizzo” e che facesse i conti con la situazione in cui versa la scuola, per individuarne le criticità, per prefigurare interventi correttivi. Un’indagine che non è stata affrontata nell’intervista. Rimando in rete a “L’istruzione riparte, ma … dove va?” per prendere coscienza dei punti dolenti del servizio scolastico pubblico, per riconoscere alcuni responsabili dello stallo, per valutare un’ipotesi atta a far riemergere la scuola dalla palude.