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SCUOLA/ Le 5 "anomalie" del liceo breve targato Carrozza

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Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)

Una delle scuole interessate pubblicizza sul suo sito: "Tutte le classi sono luminose, pulite e dotate di ogni servizio necessario … Ogni studente dispone di un armadietto personale … ogni aula dispone di: Lim, Proiettore, Connessione in fibra ottica, Altoparlanti, Registro elettronico, Possibilità di trasmettere in streaming video ogni lezione tramite Round Table, Connettività Wi-Fi …".

Anche il Corriere della Sera aggiunge: "…ci sono classi da venti studenti, metà degli insegnanti madrelingua inglese, lavagne luminose e iPad, anche lezioni in videochat per gli studenti in stage all'estero: l'offerta è ricca, ma è una scuola privata, le famiglie pagano rette da novemila euro all'anno", e si domanda: "Possibile replicare questo modello nella scuola pubblica?".

4. Al quarto posto possiamo mettere i pro e i contro, cioè vantaggi e svantaggi, e per chi si verificano.

Se l'iniziativa avrà successo, i vantaggi saranno per i ragazzi che terminano prima gli studi e potranno lavorare e guadagnare in anticipo; le famiglie risparmieranno un anno di rette: "paghi 4 e prendi 5", se però le rette stesse non aumenteranno. Le scuole private ne guadagneranno in immagine e in competitività rispetto alle scuole statali.

Sicuramente il Miur, estendendo la riduzione di un anno alle statali, conta di recuperare qualcosa come un miliardo e mezzo di euro l'anno, somma che corrisponde al taglio di circa 40mila cattedre. Il Miur nega ma lo fa solo per pudore o per vergogna e non è credibile. 

Ma gli svantaggi potrebbero esserci anche per quegli studenti che, non riuscendo a reggere il maggior carico di lavoro, risulteranno bocciati o addirittura nella condizione di abbandono scolastico. E ciò soprattutto nelle statali, nelle quali già adesso un 20-25% di giovani per giungere al diploma ha bisogno di un anno in più; infatti circa 100mila giovani si diplomano non a 19 ma 20 o più anni d'età.

Sicuramente tutti i frequentanti il liceo breve (o liceo … "quattrino") dovranno sopportare percorsi più gravosi e rinunciare ad altre attività. Il direttore di una delle scuole interessate precisa che nel primo biennio le ore settimanali di lezione saranno 34 invece delle 27 del liceo tradizionale, mentre nel secondo biennio saranno 35 ore invece di 30. L'aggravio di orario mattutino, che è del 20-25%, si ripercuote doppiamente sulle ore disponibili per lo studio individuale. Bisognerà studiare di più avendo meno tempo disponibile. Chissà se e come questo aspetto è stato preventivato nel progetto di sperimentazione? Infine, ricordiamo che, solo qualche anno fa, Gelmini procedeva in direzione opposta, puntava alla "razionalizzazione della spesa" proprio riducendo le ore di lezione e sopprimendo le sperimentazioni. La scuola è una fisarmonica?



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COMMENTI
12/11/2013 - La sesta anomalia (Franco Labella)

Bisogna aggiornare le anomalie perché ora ci sono 6 licei statali che nella più' assoluta segretezza anche procedurale hanno chiesto di sperimentare e la notizia non l'ha data un sito di scuola ma il Giornale. Cosa abbia a che fare con l'abolizione totale di ogni forma di sperimentazione abolita dal riordino Gelmini e soprattutto quale dibattito pubblico l'abbia preceduto è un mistero in uno con l'assenza totale di informazione sui quadri orari. Può' essere una cosa seria?