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SCUOLA/ Le 5 "anomalie" del liceo breve targato Carrozza

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Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)

Caro direttore,
vengo subito al merito di questa nota: il cosiddetto liceo breve - ridotto a soli quattro anni - avviato in versione sperimentale in alcune scuole lombarde. Alcuni ne sono sicuramente entusiasti, altri perplessi, altri ancora decisamente contrari. È in atto il confronto.

Pur senza necessariamente scegliere, né schierarsi pro o contro una o l'altra delle opzioni indicate, può essere utile individuare e proporre alcuni aspetti peculiari e sicuramente rilevanti della "sperimentazione" avviata; aspetti che potrebbero essere condivisi da tutti a prescindere dell'orientamento e del giudizio di ognuno, facilitando così il confronto fra le posizioni. Vediamo.

1. Il primo aspetto è sicuramente la sperimentazione. Cosa si intende per sperimentazione? E l'iniziativa avviata con l'approvazione del ministro attuale Carrozza e - pare - anche dei due precedenti Gelmini e Profumo può chiamarsi sperimentazione? Oppure la sperimentazione è solo nominale, di facciata, di copertura e la realtà è un'altra, diversa e più semplice? - cioè l'esito sicuramente positivo della sperimentazione è già scontato, tanto che forse non sarà necessario nemmeno verificarlo?

Una sperimentazione è una procedura nuova, proposta, progettata e poi attuata rispetto a delle scelte, a delle ipotesi, a degli obiettivi individuati ed esplicitati. La sperimentazione ha un suo svolgimento nel tempo che va monitorato mediante significativi indicatori e parametri numerici e quantificabili, in base ai quali eventualmente può essere, la sperimentazione stessa, modificata in corso d'opera. Gli stessi indicatori e parametri alla fine testimonieranno il successo o l'insuccesso della nuova procedura.

Se si tratta di una sperimentazione con tutti i requisiti richiesti, Miur e istituti coinvolti devono comunicarlo e informare in dettaglio. La tanto lodata trasparenza!

2. Il secondo aspetto è costituto dal Cnpi, e dal suo parere obbligatorio che serve al Miur per autorizzare le sperimentazioni. L'allora ministro Profumo non ha provveduto – benché richiesto - a prorogare il Cnpi e il Cnam e non per dimenticanza ma per scelta.

Pertanto l'autorizzazione alla sperimentazione concessa ai tre istituti paritari privati lombardi risulta illegittima (vedere in particolare: D.lgs. 297/94 – art. 25; D.P.R. 275/99 – art.11; D.lgs. 233/99 ancora privo di atti applicativi; sentenza del Tar Lazio n. 4375 del 15/10/2013). Prima o poi la questione si porrà e allora forse – supportata magari da manifestazioni e proteste di genitori e alunni interessati - sarà necessaria una opportuna sanatoria retroattiva.

3. Il terzo aspetto è costituito dal fatto che la sperimentazione avviene solo nelle scuole private e non in quelle pubbliche. È chiaro che le prime possono sperimentare in condizioni particolari e privilegiate: una specie di serra didattica climatizzata con tutti o molti conforti che le seconde, le scuole pubbliche, non hanno e non osano nemmeno sognare. 



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COMMENTI
12/11/2013 - La sesta anomalia (Franco Labella)

Bisogna aggiornare le anomalie perché ora ci sono 6 licei statali che nella più' assoluta segretezza anche procedurale hanno chiesto di sperimentare e la notizia non l'ha data un sito di scuola ma il Giornale. Cosa abbia a che fare con l'abolizione totale di ogni forma di sperimentazione abolita dal riordino Gelmini e soprattutto quale dibattito pubblico l'abbia preceduto è un mistero in uno con l'assenza totale di informazione sui quadri orari. Può' essere una cosa seria?