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SCUOLA/ "Perché buttare così i vostri anni?" Lettera a una ragazza che si vende

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Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente al Re di Babilonia, città possente. 

Offriteli al Sovrano sbadatamente perverso, distrattamente crudele, in questo tempo che esige di nuovo il sangue dei suoi figli. 

Offrite i vostri corpi alle mille porosità della rete sociale, gettate i vostri sospiri scherzosi, i vostri respiri tragici nell'arena impalpabile del vuoto, dove non ha volto né l'agnello ingenuo né la belva spietata che li riceve. Quando vorrete potrete spegnere l'ospite divenuto ingombrante, sempre che non sia lui a spegnervi prima, stritolando, con pianto e stridor di denti, il gentile sistema binario che sorregge l'architettura dei vostri volti leggeri.

Offrite i vostri corpi, genuflessi sui sedili del tram, sui marciapiedi urbani, al vostro posto di non lavoro o di non studio, mentre sfiorate piccoli schermi ricettivi nella frenetica danza dei polpastrelli, digitando domande e risposte in un idioma muto e contratto, che toglie il fiato, come una corsa dietro l'insegna che d'ogne posa pare indegna.

Offrite il tempo al segugio che sceglie per voi l'assicurazione più consona alle vostre esigenze di morituri, al cracker che stuzzica le vostre antenne sensoriali con la crema al formaggio tanto attesa, cantando con trasporto: "Gran Biscotto is forever".

Offrite l'assenso dei corpi al giudice che esige la testa del ministro che, non potendo aiutare tutti, nessuno deve soccorrere, perché giustizia esige assoluta uguaglianza. Offriteli alle orecchie di chi ascolta le nostre telefonate, decifra le nostre intenzioni, carpisce i nostri pensieri e discerne quel che non potevamo non sapere.

Offrite il grido dei vostri corpi per mandare tutti e tutto a farsi fottere, come voi sarete mandati a  farvi fottere. Non concedete a nessuno il pane quotidiano che è diritto acquisito e, soprattutto, non sognatevi neppure di rimettere alcunché ai vostri debitori perché la resa dei conti sia totale e definitiva.

Offrite il dolore dei corpi alla pietà chimica che vi risparmierà la sofferenza quando verrà il momento, offrite il grumo che fiorisce nei grembi all'eventualità del benessere futuro.

Offrite i corpi alle volubilità dei desideri voraci, siate, come Tiresia, terra e mare; siate, più di Tiresia, fiume, foce e sorgente di voi stessi.

Offrite i vostri corpi di adolescenti alla distrazione feroce della rispettabile clientela che paga l'ebbrezza di qualche ora di feroce folklore. Voi disincantate, cresciute rapidamente ai corsi multimediali di introduzione alla vita adulta in tre lezioni e loro, esemplari ben riusciti di giovani decrepiti, che pensano giovane, vestono giovane, si divertono giovane eccetera eccetera.



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